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Il primo ministro uscente dell’Armenia, Nikol Pashinyan, ha vinto le elezioni parlamentari e rimarrà al governo. Ha ottenuto il 49,81 per cento circa dei voti: Pashinyan ha dichiarato vittoria e ha detto che il suo partito governerà da solo, senza alleanze. Il principale partito dell’opposizione, il filo-russo Forte Armenia, ha ottenuto il 23 per cento. Nel parlamento entreranno anche altri due partiti più piccoli.
Le elezioni erano di fatto un referendum su Pashinyan, che governa l’Armenia dal 2018, e sulle due decisioni fondamentali che ha preso negli ultimi anni: quella di avvicinarsi all’Unione Europea dopo decenni in cui l’Armenia, ex repubblica sovietica, era rimasta nella sfera di influenza della Russia; e quella di fare la pace con l’Azerbaijan dopo 35 anni di guerre.
Le due decisioni sono collegate tra loro. Il conflitto tra l’Armenia e l’Azerbaijan ha a lungo riguardato il Nagorno Karabakh, una regione formalmente azera ma abitata da persone di etnia armena, che l’Armenia controllava indirettamente dal 1993 (formalmente il Nagorno Karabakh si dichiarava indipendente, ma era di fatto una propaggine dell’Armenia). In questo conflitto a lungo l’Armenia era stata sostenuta dalla Russia mentre l’Azerbaijan era sostenuto dalla Turchia.











