Non si trova più Giorgia Monica Perju, sedici anni. Era uscita dalla sua casa di Morgano, in provincia di Treviso, venerdì mattina, con in programma l’ultimo giorno di scuola. Una promessa disattesa. Perché, quella mattina, l’adolescente non ha mai messo piede in classe. L’ultima traccia è stata fornita dal suo cellulare, che intorno alle tre del pomeriggio del giorno stesso ha agganciato una cella telefonica nella zona della stazione ferroviaria di Mestre, a una trentina di chilometri da Morgano. È l’indizio principale per le forze dell’ordine, alle quali i familiari della ragazza si sono rivolti lo stesso giorno della sparizione, presentandosi nella caserma dei carabinieri di Istrana, per denunciarne la scomparsa. L’identikit Giorgia ha sedici anni, è alta un metro e 55, pesa circa 55 chili; ha occhi castani, come i capelli, ondulati. Intanto, da due giorni i social sono tappezzati di sue fotografie e di appelli. Si è mossa la gente comune, si è mosso il presidente del Veneto Alberto Stefani, il suo predecessore Luca Zaia. Con le loro richieste rivolte a chiunque possa aver visto la ragazza, o sappia qualsiasi cosa: chiamare immediatamente il numero unico d’emergenza 112, perché ogni informazione può rivelarsi preziosa. Sono megafoni della famiglia, che ha chiesto riservatezza, assegnando alle forze dell’ordine il compito di gestire autonomamente le eventuali segnalazioni. Le ipotesi Le indagini, come sempre, sono a 360 gradi, anche se l’ipotesi più accreditata è quella dell’allontanamento volontario. Si cerca in Veneto ma anche in Lombardia: secondo gli inquirenti, infatti, la ragazza potrebbe trovarsi a Milano con il fidanzato. I due sarebbero saliti sul treno a Mestre, luogo in cui il telefono di Giorgia è stato individuato per l’ultima volta. Ci sarebbe dunque una fuga d’amore alla base della sparizione, teoria avvalorata anche da una foto di coppia, che i due ragazzi avrebbero pubblicato sui social. Intanto, gli inquirenti stanno passando al setaccio le telecamere della stazione in cui si pensa che la ragazza sia passata. E stanno sentendo i familiari e gli amici, per ricostruire la rete di contatti della giovane, provando a intuirne i movimenti, così da riportarla a casa al più presto, dopo tre giorni interi con il fiato sospeso.