di

Walter Veltroni

L’allenatore del Como: «Vedo ragazzi in panchina attaccati ai social. Nel vostro Paese troppi esoneri»

Gli manca solamente, nella sua vita, di sollevare la Champions che ha più volte sfiorato. Viene il dubbio, ma per scherzo, che si presenti l’occasione la prossima stagione, quando il suo Como giocherà nella massima competizione per club. Ci è arrivato con un gioco frizzante, allegro, spensierato e ci è arrivato accompagnato dallo stupore di tutti gli esperti che all’inizio dell’anno non avevano degnato la sua squadra di nessun pronostico favorevole.

Com’era la sua stanza da bambino? Era già innamorato del football? «Sì la mia coperta era del Barcellona, sul muro campeggiavano i poster dei miei idoli: Figo, Guardiola, Laudrup. Il primo pallone che ho avuto era un Mikasa, ancora lo ricordo».