HomeFermoCronacaLa palazzina crollata a Porto Sant’Elpidio: "Scavato tra le macerie anche con le mani"Tra sgomento e dolore, proseguono gli accertamenti dopo l’esplosione in via Trentino, dove hanno perso la vita tre persone .Via Trentino dopo l’esplosione e il crollo avvenuti all’alba di sabatoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciI fiori appoggiati davanti al cancello della casa crollata, sono il simbolo più evidente di una comunità segnata dal dolore. All’indomani della tragedia di via Trentino, dove all’alba di ieri hanno perso la vita Giuseppe Pieroni, 48 anni, Ettorina Paccapelo, 89 anni, e il figlio Romano Cerquetti, 60 anni, Porto Sant’Elpidio si è risvegliata così, con il silenzio fatto di tristezza. L’area del disastro è stata posta sotto sequestro, mentre proseguiranno gli accertamenti per chiarire le cause dell’esplosione che ha provocato il crollo della palazzina. Nelle prossime ore sono infatti previsti ulteriori sopralluoghi e verifiche tecniche da parte dei vigili del fuoco e degli investigatori incaricati di ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
"Non può essere una domenica normale – ha scritto sui social il sindaco Massimiliano Ciarpella – C’è un silenzio irreale, ci sono il dolore, la preghiera e la vicinanza ai feriti e ai familiari delle vittime". Il sindaco ha già anticipato che il Comune proclamerà il lutto cittadino nel giorno in cui saranno celebrati i funerali delle tre vittime, data che non è stata ancora fissata. Ciarpella ha inoltre rivolto un pensiero particolare agli anziani coniugi Savino Pieroni e Vittoria Lanciotti, sopravvissuti al crollo ma colpiti al cuore dalla perdita del figlio Giuseppe. L’amministrazione comunale ha assicurato la massima disponibilità a fornire ogni forma di sostegno necessaria ai familiari coinvolti. Il primo cittadino ha ribadito sentita gratitudine verso l’imponente macchina dei soccorsi che ha operato senza sosta per tutta la giornata di ieri. "Ho visto i vigili del fuoco scavare anche con le mani, oltre alla professionalità ho visto il sudore e l’umanità di uomini che hanno lavorato in condizioni difficilissime dalle 5.30 del mattino fino alla conclusione delle operazioni".












