Silvano Brescianini lancia la sfida di versare un bianco italiano già maggiorenne, non lontano dunque dai vent'anni e tornare a casa felici

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Dicono che sarà il futuro. La sfida è versare un bianco italiano già maggiorenne, non lontano dunque dai vent'anni e tornare a casa felici. A lanciarla Silvano Brescianini (nella foto), ceo di Barone Pizzini con solide radici nella Franciacorta e nel sogno realizzato di produrre le prime bottiglie biologiche della zona. Il campo di gioco è già gioia della gola con il classico Risotto alla pizzaiola e acqua di mozzarella del «Ristorante Berton», terra di uno chef per il quale non servono molte parole e consente di passare veloci al Bagnadore 2008 che sarebbe una sorpresona se a rovinarla non ci fosse un'etichetta che è di per sé garanzia. Ricca l'evoluzione, maturo al naso, ma fresco e piacevole in bocca. Scommessa stravinta e lodi alla Vigna Storica Roccolo da sempre vocata alla Riserva Bagnadore. Con Brescianini costretto a raccontare ancora una volta che si trova in uno dei punti principali di sfogo dell'antico ghiacciaio in fase di dissoluzione. Da qui l'interazione tra la parte ghiaiosa dell'antica morena e le deposizioni di argilla e limo dovute alle diverse velocità di scorrimento dei corsi d'acqua. Vocazionalità così importanti che nella parcella più giovane si è adottata la stessa genetica del primo impianto (1992) con accurata scelta dei ceppi e una selezione massale da propagare con gemme poi innestate e boschi e alberature a creare una biodiversità così ricca che si ritrova nella vitalità dei suoli.