Lui nega tutti gli addebiti, ma le opposizioni sono sul piede di guerra e il presidente di palazzo Madama, Ignazio La Russa, chiede ai senatori questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del Consiglio di presidenza. La vicenda, anticipata da Repubblica, che infiamma un’afosa domenica d’agosto riguarda una denuncia per molestie sessuali contro il senatore di Fi Franco Silvestro da parte di un’imprenditrice. La donna, agente di commercio di 52 anni, accusa il politico di averle usato violenza nel suo ufficio al Senato. Un incontro fissato perché la donna doveva vendere vini pregiati al presidente della Bicamerale per gli Affari regionali. In particolare una fornitura da 7mila euro per festeggiare la nuova dimora caprese del senatore azzurro. Poi la denuncia presentata alla procura di Napoli Nord, oltre un anno dopo i fatti, che si sarebbero verificati il 25 febbraio 2025 in uno degli uffici di Palazzo Madama. Ma lui è deciso nel negare ogni addebito: «Quando mai. Poi, modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale...».
Elezioni comunali, ultimo sprint con i ballottaggi: caccia al voto in 6 comuni nel Napoletano«Il senatore rappresenta il proprio stupore e dichiara la propria totale estraneità ai fatti. Chiarisce di non avere alcuna notizia della pendenza di un procedimento a suo carico. In ogni caso, se necessario, è pronto a chiarire ogni aspetto nelle opportune sedi. E si riserva ogni azione a tutela della propria reputazione e immagine», fa sapere intanto l’avvocato Roberto Guida, legale del parlamentare azzurro.Silvestro, 55 anni e originario di Arzano, è titolare dell’azienda di famiglia che produce materassi. Poi la politica con Fi: dal 2022 è senatore e due anni fa viene nominato commissario provinciale di Fi a Napoli, e poi eletto coordinatore. Dichiarato impresentabile alle regionali 2020 per un'accusa di concussione poi archiviata, stavolta si ritrova nel ciclone per una vicenda accaduta a palazzo Madama. E ieri mattina è stato chiamato dalla capogruppo Stefania Craxi e si è confrontato con i suoi legali. E si dice «stupito e totalmente estraneo ai fatti». Lo scontro Una vicenda che però finisce sotto la lente d’ingrandimento del presidente del Senato. Ignazio La Russa infatti, appresa la notizia dalla stampa, si è mosso subito e, ai sensi del regolamento, ha chiesto ai senatori questori di procedere agli accertamenti necessari per le successive valutazioni di competenza del consiglio di Presidenza: s’incontreranno martedì. Ai sensi dell’articolo 67 del regolamento di palazzo Madama infatti «per fatti di particolare gravità che si svolgano nel recinto del palazzo del Senato, ma fuori dell’Aula» sono previste sanzioni che vanno dalla censura all’interdizione di partecipare ai lavori del Senato per un periodo non superiore a dieci giorni di seduta. Ma lo scontro sulla vicenda è tutto politico e vede l’opposizione all’attacco, a cominciare dalle senatrici del Pd: prima con una nota comune, poi singolarmente.«Spetterà alla magistratura accertare con precisione quanto accaduto. Tuttavia, il quadro che emerge e le successive dichiarazioni rese dal senatore Silvestro risultano profondamente inquietanti e meritevoli di attenzione», attacca la senatrice dem Vincenza Rando. «Pur nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, e fermo restando che la magistratura farà il suo corso, il Senato come istituzione non può voltarsi dall’altra parte. Ritengo che anche la bicamerale Femminicidio sia chiamata a interessarsi della vicenda», aggiunge la collega dem del Senato Valeria Valente. «Noi come istituzione e come senatrici non possiamo tacere.Ballottaggi, il prefetto di Napoli Michele di Bari in visita nei Comuni al votoSappiamo che queste cose non hanno confini, ma le istituzioni devono essere in prima fila nel contrasto alla violenza sessuale e i nostri palazzi dovrebbero essere luoghi sicuri e trasparenti per chiunque li frequenti a qualsiasi titolo, per questo chiederò anche alla commissione bicamerale femminicidio di occuparsene», rincara la senatrice dem Cecilia D’Elia. «Se ciò che viene denunciato fosse vero saremmo di fronte ad un fatto molto grave. Ovviamente restiamo in attesa che la magistratura svolga il suo lavoro e accerti la verità. Perciò condivido parola per parola le considerazioni e le valutazioni che tutte le senatrici del gruppo del Pd hanno espresso», aggiunge il presidente del gruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia.










