La copertina del libroRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici
Firenze, 7 giugno 2026 – Il 10 giugno alle ore 17 ci sarà la presentazione del libro ‘Il traghettatore di anime’, di Angelo Balestri. Appuntamento alla libreria Gioberti Le Cure (piazza delle Cure, 14r), a ingresso libero, presenta il professor Ugo Barlozzetti. Il trucco c’è. E si intravede. È come se la secolare grande bellezza di Firenze si divertisse, per una volta, a giocare a nascondino. Tuttavia, nel caso specifico, la città di Lorenzo il Magnifico non si limita a fare da sfondo a un romanzo. O meglio, al romanzo ucronico “Il traghettatore di anime” del giovane scrittore fiorentino Angelo Balestri, uscito per i tipi di Ibiskos Ulivieri. Ma ucronico che sta a significare? E’ un genere narrativo basato sulla storia alternativa o “fantastoria”, che ipotizza un corso degli eventi diverso da quello realmente accaduto, esplorando le possibili conseguenze di un ipotetico punto di svolta. Con i “se” e con i “ma”, è risaputo, la storia non si fa. Questo l’assunto categorico della metodologia storiografica, che però non vale per un genere particolare di narrazione come, appunto, il romanzo ucronico. Un meccanismo letterario in cui invece il “se” e pure il “ma” costituiscono il deus ex macchina del meccanismo narrativo. Va ascritto al filosofo francese Charles Renouvier il merito di aver coniato, nel 1857, il termine “uchronie”, a indicare un mondo alternativo, in cui la storia avrebbe potuto svolgersi in maniera differente. Venendo alla trama, un’avvenente pilota dell’aviazione norvegese, che indossa l’impermeabile d’ordinanza del detective privato, Luka Jansen, coadiuvando la polizia di Stato italiana è chiamata a risolvere un caso unico nella sterminata casistica del crimine: un serial killer si accanisce contro bambini portatori di handicap. Una storia forte, un pugno allo stomaco. Una vicenda ambientata in una fra le più belle città del mondo, gioiello d’arte insolitamente ammantato dalla neve che cade incessante come in una sfera di vetro natalizia. "E’ come essere immersi in un globo di neve - scrive Maurizio Sessa nella prefazione - in una di quelle sfere di vetro che racchiude una scena in miniatura immersa in acqua e glicerina con particelle scintillanti a ricreare l’effetto neve quando venga agitata". E come in ogni thriller che si rispetti, il caso sarà risolto. E ci sarà happy ending, ma non il solito lieto fine. Un messaggio di redenzione e di speranza. “Il traghettatore di anime” di Angelo Balestri, con tutto il suo intrigante carico di realtà e fiction, a maggio è approdato anche nella prestigiosa vetrina del Salone internazionale del libro di Torino. Maurizio Costanzo








