Ore difficili per la comunità di Chiaramonti, dove nella giornata di venerdì si è verificata una rottura della condotta adduttrice che dal Bidighinzu alimenta il paese. Una emergenza idrica che a due giorni dall’episodio, nonostante il lavoro incessante delle squadre impegnate sul campo, non è stata risolta per la difficoltà ad individuare la perdita d’acqua.
Gli operatori stanno percorrendo a piedi l’intero tracciato della condotta per localizzare il guasto e, nella giornata odierna, le ricerche stanno proseguendo anche con l’ausilio di specifiche strumentazioni tecniche. Di fronte a questa situazione, l’amministrazione comunale si è immediatamente attivata per individuare una soluzione alternativa che potesse contribuire a ridurre i disagi per la popolazione.
«In via straordinaria e provvisoria, stiamo completando il collegamento del pozzo comunale realizzato sotto il serbatoio pensile con il serbatoio dell’ex Casmez», assicura il sindaco Luigi Pinna. Nel frattempo, il serbatoio pensile continua a essere alimentato dalle sorgenti di Monte Ledda. «Siamo consapevoli che l’acqua proveniente dal pozzo non sarà sufficiente a coprire il cento per cento del fabbisogno idrico di Chiaramonti», aggiunge il primo cittadino, «ma rappresenterà comunque un importante supporto per compensare parte del disagio che la comunità sta vivendo. Inoltre, contribuirà ad accelerare il riempimento della rete idrica, consentendo un ritorno più rapido alla normalità una volta ripristinata la condotta del Bidighinzu. Desidero sottolineare che il Comune non ha responsabilità dirette nell’interruzione del servizio idrico. Tuttavia, non siamo rimasti a guardare. Proprio per rendere Chiaramonti meno vulnerabile ai frequenti problemi della rete».







