di Claudia Osmettidomenica 7 giugno 20266' di letturaAl telefono ti parla come in televisione. È diretto, è preciso, non usa mai una parola fuori posto (ma, quando serve, non ci gira attorno). Gianluigi Nuzzi ha appena fatto ciò che il linguaggio da caserma dei giornalisti (quello che va per la maggiore nelle redazioni) definirebbe “un colpaccio”: ha intervistato, per la prima volta in diciannove anni, nel suo Quarto grado, Marco Poggi, il fratello di Chiara, la ragazza uccisa a Garlasco nell’estate del 2007 il cui delitto è probabilmente il giallo italiano più commentato di questo secolo. Però, se glielo chiedi, lui, 57enne, milanese, riservato, sembra quasi in imbarazzo. «A me ha commosso la nostra Martina Maltagliati - spiega che con una gravidanza al settimo mese, con quel suo bel pancione da dolce attesa, ha preso l’ennesimo treno, è andata a Mestre e ha condotto un’intervista così densa. Se c’è qualcuno a cui va il mio plauso è lei».
Dottor Nuzzi, è stato uno scoop, parliamoci chiaro. Tra l’altro Marco Poggi, al suo microfono, se l’è presa anche con l’esposizione mediatica eccessiva della vicenda che da tempo coinvolge la sua famiglia. Questa deriva esiste?
«Assolutamente. Non me ne voglia il dottor Napoleone (il procuratore capo di Pavia Fabio Napoleone, ndr), però io mi aspettavo, di fronte a un’indagine che desta un così forte allarme sociale, una procura della repubblica attenta anche a evitare che la gente finisse nelle ghigliottine delle fake news e della disinformazione. Invece l’unico comunicato afferente alle questioni mediatiche è dell’ottobre scorso ed è stato vergato per smentire quanto detto da Fabrizio Corona, che io ho querelato e che tornerò a querelare».










