HomeFirenzeCultura e spettacoliLa ragazza che abbraccia la musica e gli altri: siamo stati al concerto dell’Orchestra Inclusiva della ToscanaNel parco di Villa Demidoff, a Firenze, i musicisti dell’orchestra creata dall’associazione In-Armonia si sono esibiti nel concerto annuale: “E ti accorgi che per un paio d’ore hai smesso di pensare a tutto ciò che divide le persone. Hai visto soltanto ciò che le unisce”I musicisti dell'Orechestra Inclusiva della ToscanaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciEntri nel parco di Villa Demidoff, a Firenze, ed è già di per sé un piccolo miracolo. Il parco, con il suo immenso spazio verde, ti fa sentire in un altro mondo. Qui venivano a vivere i Medici, quando a Firenze, nella valle, faceva troppo caldo. Qui c’è la statua del gigante Appennino, del Giambologna. Una statua miracolosa, un colosso barbuto che sembra vecchio quanto la montagna che rappresenta: migliaia di anni depositati sulla barba, sulle spalle, nella pietra, che sta chino su un laghetto di ninfee. Poi entri in un salone, e senti un concerto. Ma non è un concerto qualunque. È il concerto annuale dell’Orchestra regionale inclusiva della Toscana, creata dalla associazione In-Armonia. La musica che senti è perfetta: anzi, la senti vibrare di una partecipazione, di un’intensità unica. Ma i musicisti sono tutti ragazzi con neurodivergenze, ragazzi e ragazze che portano ciascuno una propria unicità. E che nella musica trovano armonia, sicurezza, ritmo. Senso.
La ragazza che abbraccia la musica e gli altri: siamo stati al concerto dell’Orchestra Inclusiva della Toscana
Nel parco di Villa Demidoff, a Firenze, i musicisti dell’orchestra creata dall’associazione In-Armonia si sono esibiti nel concerto annuale: “E ti accorgi che per un paio d’ore hai smesso di pensare a tutto ciò che divide le persone. Hai visto soltanto ciò che le unisce”
L'Orchestra Inclusiva della Toscana (In-Armonia dal 2019) ha eseguito concerto a Villa Demidoff con musicisti neurodiversi che alternano strumenti su Grieg, Stravinsky, Mancini. Il progetto dimostra come la coordinazione della diversità neurocognitiva genera eccellenza artistica e bellezza collettiva.








