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«Coma_Cose? Non escludo il ritorno». Fausto Lama cita Califano in pieno lancio del suo nuovo progetto solista. Non può ignorare un duetto così importante come quello con California, all’anagrafe Francesca Mesiano. Per il momento è solo una suggestione ma, chissà, nel tempo potrebbe prendere corpo e diventare realtà. «Non è stato messo un punto definitivo», assicura Fausto nell’edicola degli artisti de Il Tempo, dove è venuto a raccontare i suoi primi tre singoli: «A tanto così», «Burrocacao» e «Giovani Bukowski». «Burrocacao» è una ballad dal sound contemporaneo che si muove tra intimità e disillusione. Il brano fotografa quella velocità con cui si entra ed esce dalla vita degli altri, tra incontri che sembrano importanti e distanze che si creano nel giro di poche ore. Non una storia d’amore in senso classico ma il ritratto di una condizione diffusa: dopo il «fast food» e il «fast fashion» sembra essere arrivata anche l’era del «fast love» dove tutto accade velocemente e altrettanto velocemente svanisce. In questo scenario «Burrocacao» mette a fuoco il paradosso di legami intensi ma fragili, capaci di toccare qualcosa di profondo e subito dopo dissolversi. Come racconta lo stesso Fausto: «Il brano è una poesia scritta di getto che galleggia su una musica dolce e suggestiva che sembra quasi essere onomatopea di una notte di passione che si è bruciata troppo in fretta. Per tutti i cuori solitari e gli indecisi cronici: questo è il brano che fa per voi». «Giovani Bukowski», invece, è una canzone indie pop dal tono agrodolce, scritta dallo stesso Fausto, che racconta una notte fuori tra amici trasformandola in una fotografia generazionale. Tra attese, eccessi e momenti di sospensione, prende forma un mondo emotivo condiviso, in equilibrio tra noia, disincanto e desiderio di evasione.