Il deputato e vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, interviene pubblicamente a seguito della condanna in primo grado inflitta al figlio Tancredi, poco più che ventenne, giudicato con rito abbreviato per i reati di rapina aggravata e tentata estorsione. La vicenda, legata a una serie di colpi messi a segno ai danni di coetanei nel quartiere romano dei Parioli, ha suscitato un forte clamore d’opinione.

“Venerdì mio figlio (poco più che ventenne) è stato condannato in primo grado come ampiamente riportato dagli organi di informazione. Devo dire, che tutti gli organi di stampa hanno mantenuto correttezza, seppure è nota la compulsione mediatica di ignorare sempre e comunque le ragioni della difesa. Ho sempre invocato per mio figlio gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutti i cittadini”.

Presunzione di innocenza ed espiazione della pena

L’esponente politico ha affrontato il delicato confine tra la sfera pubblica e il dramma familiare, sottolineando l’importanza delle garanzie costituzionali e ricordando che il giovane si trova già in regime di custodia.

“Tra i diritti – ha detto Alfredo Antoniozzi – c’è quello della presunzione di innocenza fino al terzo grado. Tra i doveri, in caso di condanna, c’è quello di espiare la pena, cosa che mio figlio sta già facendo, da 17 mesi, pur essendo ancora in attesa di giudizio. Il dolore personale lo tengo per me e so che un personaggio pubblico è esposto a tutto”.