HomeCesenaSportUn’annata da incorniciare per Morrone. Argento a Tokyo e la promozione in A3Protagonista con gli Azzurri e con il Rubicone in Volley: "Ci sono tanti atleti sordi ad alto livello, in Italia l’attenzione è ancora bassa"Giovanni Morrone, 33enne emiliano, ma cesenate d’adozioneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLo sport e la passione abbattono barriere e realizzano sogni. Quella che si è appena conclusa è stata un’annata indimenticabile per Giovanni Morrone, 33enne emiliano di nascita e cesenate d’adozione, che ha collezionato prima la medaglia d’argento alle Deaflympics andate in scena a novembre a Tokyo e che l’hanno visto protagonista nella squadra di pallavolo azzurra legata alla Federazione Sport Sordi Italiana e poi, questa volta insieme ai compagni del Rubicone in Volley di San Mauro Pascoli, la promozione in serie A3.
"Le Deaflympics – racconta Morrone – sono riconosciute dal Cio, quindi si tratta di una vera manifestazione olimpica che si svolge ogni 4 anni come le classiche Olimpiadi e Paralimpiadi. A questo evento possono partecipare solo atleti sordi che devono gareggiare senza l’uso di impianti cocleari e/o protesi, il che causa un’elevata penalizzazione rispetto ad una situazione normale. Il secondo posto che abbiamo conquistato è un risultato molto importante, considerando anche che abbiamo affrontato nazionali come Turchia ed Ucraina che erano composte da atleti professionisti, mentre la quasi totalità della nostra squadra gioca in campionati dilettantistici". Ad assistere alla finale, disputata contro l’Ucraina, erano presenti oltre 2.000 spettatori, a testimonianza del grande interesse generato dall’evento. Un nervo scoperto in particolare nel nostro Paese, dove l’attenzione a riguardo è ancora bassa. "Lo dico con grande dispiacere – conferma Morrone – credo molto nel valore sociale del movimento sportivo dei sordi in quanto strumento di inclusione e di riscatto sociale, che è un po’ ciò che accomuna tutto lo sport paralimpico. Per invertire la tendenza, sicuramente far sapere in giro che ci sono atleti sordi che fanno sport ad alto livello può convincere molti bambini e ragazzi con deficit uditivi a iniziare a fare sport (la soglia per poter partecipare è di 55 dB nell’orecchio migliore). La Federazione Sport Sordi Italia organizza varie iniziative per raccontare la nostra esperienza nelle scuole e incontri con il pubblico ai quali ho partecipato anche personalmente e senza dubbio rispetto ad anni fa la situazione è molto migliorata. Ma si può sempre fare di più".






