La conduttrice abruzzese si racconta a Fanpage.it: “Portavo i programmi al successo e mi defenestravano. Un refrain della mia carriera. Gli attacchi di Striscia mi fecero pubblicità. Sono una donna libera e la libertà si paga, non ho mai avuto nessuno che mi proteggesse. Signorini? Mi addolora vedere la gente cadere, ma prima o poi qualcuno che ti fa tana lo trovi. E Corona gli ha fatto tana”.

Incontenibile, ingestibile, imprevedibile. Basterebbero queste definizioni per descrivere Alda D’Eusanio, uragano della televisione che – nel bene e nel male – ha segnato un’epoca. Per svariati critici regina incontrastata del trash che dilagò nei primi anni duemila, per altri semplice capro espiatorio e vittima sacrificale. Dipende dai punti di vista.

Certo è che la D’Eusanio, originaria di Tollo, piccolo paesino abruzzese con meno di 4 mila abitanti, non è mai passata inosservata. Sempre capace di dare un’identità precisa ai programmi condotti, che hanno goduto del suo successo più di quanto gli stessi programmi ne abbiano conferito a lei. “A Tollo frequentai le scuole elementari e medie – racconta a Fanpage.it – il liceo invece lo svolsi a Pescara, in collegio dalle suore”. Fino al trasferimento a Roma, avvenuto con l’ingresso nella maggiore età: “Mi iscrissi all’Università e mi laureai in Sociologia. Mi resi completamente indipendente lavorando come correttrice di bozze in vari giornali. Mi davano pochissimo, ma mi feci le ossa”.