VENEZIA - Dopo giorni di indiscrezioni, da ieri è ufficiale: il deputato (e sindaco di Tarzo) Gianangelo Bof è uscito dalla Lega per seguire Roberto Vannacci. «Il 6 giugno ricorre lo sbarco in Normandia, oggi celebriamo lo sbarco in Futuro Nazionale», ha annunciato con enfasi militaresca il generale, posando in foto nella sua Viareggio con i neo-acquisti che portano a 8 i componenti del gruppo alla Camera: c’erano infatti anche Domenico Furgiuele, Attilio Pierro e Davide Bergamini, più l’ex europarlamentare Antonio Maria Rinaldi. «Lascio un partito che mi ha dato una possibilità, di cui sono grato, ma da due anni non ricevevo più risposte ai problemi che segnalavo», ha spiegato il trevigiano, ufficializzando lo strappo proprio nelle ore in cui si è surriscaldato il dibattito sulla possibile investitura di Luca Zaia a vicesegretario federale.

MODELLO BAVARESE Parlando del «modello bavarese» della Lega, alla “Festa dell’innovazione” promossa dal Foglio a Venezia, il governatore Alberto Stefani ha auspicato «un ruolo importante» per Zaia: «L'ha sempre avuto da presidente della giunta regionale e sarà in grado di interpretare al meglio le istanze del territorio e dare il suo contributo al partito. L'ho sempre sostenuto e continuerò a sostenerlo. La sua figura potrà fare molto al nostro movimento». Stefani ha invece liquidato così la riflessione, con il senno di poi, sull’accoglienza a suo tempo riservata da Matteo Salvini a Vannacci perfino nella segreteria: «Guardando indietro è sempre facile fare valutazioni, io preferisco guardare avanti, non solo sui temi, ma anche in politica. E penso che l'errore non è mai di chi fa entrare, ma di chi sceglie di cambiare partito, non rispettando il mandato degli elettori». ESODO Estremamente più duro sui social è stato invece il giudizio di Alberto Villanova, ex presidente dell’intergruppo zaian-leghista in Consiglio regionale, nei confronti del suo ex leader: «I buoi, uno ad uno, stanno lasciando la stalla. L’esodo verso il gruppo di Vannacci è quotidiano e inarrestabile. A Milano si è perso completamente il controllo, ma il capitano ha un colpo di genio per salvare la pelle (la sua, s’intende!). Tirare fuori il jolly Luca per coinvolgerlo come vice-segretario: il tentativo, disperato, per dare una mano di vernice verde e nascondere le macerie della casa che sta crollando. Può fare il numero due chi è sempre stato un numero uno? Voglio proprio vedere Zaia prestarsi a questa farsa a tempo scaduto». Villanova ha puntato il dito pure contro l’ex segretario regionale: «Interpellato sulla diaspora in atto, glissa con un “non commento chi se ne va” perché occupato nelle cose serie. (Tipo farsi scrivere le leggi dal Pd). Peccato che quelli che sono stati eliminati siano gli stessi che, in ossequio alla volontà di zio Matteo, lo abbiano aiutato ad arrivare a Palazzo Balbi». CHAT Bof ha invece preferito sfumare, se non proprio evitare, la polemica con il partito a cui era iscritto dal 2003. «Semplicemente – ha commentato – vengo dal territorio, faccio il sindaco e sono abituato a rispondere ai cittadini che mi presentano dei problemi. Purtroppo ormai in Lega mi trovavo in difficoltà, perché non ricevevo riscontri. Era più facile parlare con ministri e sottosegretari di Fratelli d’Italia e Forza Italia, che con alcuni dei nostri. Non tutti, certo: ad esempio a Nicola Molteni e Andrea Ostellari non posso rimproverare niente». E a Salvini? «Dopo due anni di messaggi in cui gli chiedevo un incontro senza mai ottenere risposta – ha affermato il parlamentare – il segretario mi ha concesso dieci minuti l’altro ieri. Quello che ci siamo detti resta tra noi, così come rimane riservata la mia conversazione con Zaia. Ma per capirci, il mio modello era Giancarlo Gentilini, che ora rivedo in Vannacci, per la genuinità e il coraggio di dire quello che pensa, e che sentono i cittadini, non che gli è più comodo. Ora scriverò al direttivo regionale per formalizzare la mia uscita, nel frattempo ho chiamato il segretario provinciale Dimitri Coin per comunicargli che abbandono la chat dei sindaci leghisti, così tolgo dall’imbarazzo chi dovrebbe cancellarmi. Ai militanti ho spiegato le mie ragioni e una leghista mi ha commosso, dicendomi che per lei resto un riferimento». Degli 8 deputati di Futuro Nazionale, sette erano stati eletti con la Lega (di cui un paio poi approdati a Forza Italia) e uno con Fratelli d’Italia. «Non siamo noi che facciamo la questua – ha rivendicato Vannacci – ma sono loro stessi che si sono rivolti a noi, perché credono nel progetto e nel fatto di portare avanti questa novità politica degli ultimi 15 anni in Italia. Ci sono anche tanti sindaci, consiglieri comunali e molti consiglieri regionali che ci hanno contattato e molti quelli che ci hanno già raggiunto». Chiosa finale: «Siamo a 94.000 iscritti, il partito è partito, non ci ferma più nessuno».