Uno «scudo» contro le frodi sui fondi dedicati al contrasto alla Xylella. Regione Puglia e Guardia di Finanza rafforzano la propria sinergia sottoscrivendo l’atto integrativo del Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto alle irregolarità nel settore agricolo. Ora i controlli si estenderanno anche alle misure fitosanitarie, ai piani di monitoraggio, alle azioni di contrasto ai vettori della Xylella fastidiosa, nonché ai regimi di aiuto e agli interventi destinati alla rigenerazione del comparto olivicolo. Un tema particolarmente «caldo» dopo le recenti ipotesi di frode proprio sulle risorse legate alla lotta al vettore. Ma la Regione, bisogna rilevare, ha attivato il percorso di potenziamento delle verifiche già da marzo, prima che il problema occupasse le cronache. Un motivo in più, in ogni caso, per accelerare.

La firma è arrivata ieri mattina, nel Palazzo della presidenza regionale, alla presenza del governatore Antonio Decaro, dell’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli e del generale e comandante regionale della Gdf, Guido Mario Geremia. Tra gli elementi centrali dell’intesa figurano il potenziamento dello scambio informativo e dell’integrazione delle banche dati, la possibilità di orientare le attività ispettive attraverso le analisi di rischio condivise, la realizzazione di percorsi formativi congiunti per il personale coinvolto nelle operazioni di controllo. In ogni caso, le parole d’ordine che spesso ricorrono sono due: repressione e, soprattutto, prevenzione. Anche perché i fondi in campo sono molti, da quelli comunitari, i più robusti, a quelli regionali, comunque significativi, del Complemento di sviluppo rurale (Csr). «Questa collaborazione con la Guardia di Finanza - spiega Decaro - rappresenta un presidio di legalità fondamentale. Garantire controlli efficaci e un corretto utilizzo delle risorse pubbliche significa tutelare non soltanto i finanziamenti ma anche la credibilità delle istituzioni davanti a cittadini e agricoltori. Ricordo che il comparto agricolo in Puglia contribuisce al 6% del Pil, il doppio della media nazionale per il settore».