Guido e Lorenzo Autieri parlano a nome della madre Patrizia e del fratello più piccolo, Andrea: «Vogliamo conoscere la verità sull’incidente», dicono i figli di Riccardo Autieri, l’ingegnere strutturista di 66 anni, di Pozzuoli, morto mercoledì dopo un tamponamento in Tangenziale a bordo di uno scooter nella tratta Agnano-Astroni. Fatale l’impatto con l’auto alle sue spalle guidata da un 45enne che si è fermato a prestare soccorso, poi denunciato per omicidio stradale. «Lavoro con mio padre sia nel suo studio che per Gnosis Progetti - aggiunge Guido, 35 anni, ingegnere -. Papà stava guidando il mio scooter e con lui potevo esserci anche io. Non proviamo rancore, ma conoscere la verità è un modo per darsi pace». La polizia stradale indaga per conto della Procura. L’autopsia fornirà ulteriori elementi.

L’incidente è avvenuto intorno alle 18: vostro padre tornava dal lavoro?

«Probabilmente dallo studio o da un altro appuntamento, circostanza che giustificherebbe perché ha preso la Tangenziale».

Non si sentiva sicuro a percorrere quella strada in scooter?

Risponde Guido: «Era un guidatore esperto e prudente: mai un sinistro. Ci spostavamo ogni giorno con il mio scooter. Da Pozzuoli, per raggiungere lo studio al centro di Napoli, trovavamo più comodo attraversare la città. Utilizzavamo la Tangenziale solo per i sopralluoghi in altre zone. Da lunedì non sono al lavoro per motivi di salute. Perciò non ero con lui quel giorno».