Raramente negli Stati Uniti si vedono seduti allo stesso tavolo i vertici dei giganti dell'intelligenza artificiale, premi Nobel, esperti di biotecnologie, responsabili della sicurezza nazionale ed economisti. Questa settimana oltre settanta tra dirigenti dell'industria tecnologica e biotech, scienziati e specialisti di biosicurezza hanno scritto insieme al Congresso americano per chiedere di rendere obbligatori negli Stati Uniti i controlli sugli ordini di Dna sintetico e sui macchinari utilizzati per produrlo.Tra i firmatari figurano alcuni dei nomi più influenti dell'intelligenza artificiale mondiale: Sam Altman di OpenAI, Dario Amodei di Anthropic, Demis Hassabis di Google DeepMind, Mustafa Suleyman di Microsoft AI, Alexandr Wang di Meta. Con loro hanno firmato il premio Nobel per la Chimica 2024 David Baker, il direttore del Johns Hopkins Center for Health Security Tom Inglesby, l'esperto di biosicurezza della Casa Bianca Gerald Parker, l'ex segretario dell'Esercito Christine Wormuth e altri ex responsabili della sicurezza nazionale americana.L'oggetto della lettera aperta è una tecnologia poco conosciuta ma ormai centrale per la ricerca biomedica moderna: la sintesi artificiale di Dna. Oggi laboratori universitari, aziende farmaceutiche e centri di ricerca possono ordinare online frammenti di Dna sintetico da società specializzate. La tecnologia ha accelerato lo sviluppo di vaccini, test e terapie genetiche, soprattutto durante la pandemia. Ma la stessa tecnologia può essere usata come arma.Da oltre vent'anni gli esperti sanno che, almeno in teoria, è possibile ricostruire alcuni virus partendo da sequenze genetiche sintetizzate artificialmente. Già nel 2002 un gruppo di ricercatori americani riuscì a ricreare in laboratorio il virus della poliomielite utilizzando informazioni pubblicamente disponibili. Negli anni successivi altri esperimenti hanno dimostrato la possibilità di ricostruire agenti patogeni molto simili a quelli naturali.Per questo motivo, nel 2009 le principali aziende del settore hanno creato l'International Gene Synthesis Consortium, introducendo controlli volontari sugli ordini. Le società aderenti verificano l'identità dei clienti e di accertano che le sequenze richieste non corrispondano a patogeni pericolosi o componenti di armi biologiche. Finora però questi controlli sono rimasti volontari. Secondo i firmatari della lettera, con l'avvento dell'intelligenza artificiale generativa è necessario fare di più.«I sistemi di IA oggi superano virologi con livello di dottorato nel rispondere a domande altamente tecniche relative a procedure di laboratorio», si legge nella missiva. Gli autori precisano che il dibattito sul livello della minaccia è aperto, ma ritengono difficile contestare che strumenti sempre più potenti potrebbero ridurre le barriere che finora hanno limitato lo sviluppo di agenti biologici pericolosi. L'obiettivo non è vietare la ricerca, ma creare un sistema nazionale uniforme di verifiche. Le aziende che producono Dna sintetico verificare la legittimità di ogni cliente e conservare registrazioni delle sequenze richieste. Analoghi obblighi verrebbero estesi ai produttori delle macchine che consentono di sintetizzare Dna direttamente nei laboratori.La richiesta arriva in un momento in cui la sicurezza biologica è tornata al centro delle preoccupazioni strategiche americane. Le lezioni della pandemia, le discussioni sulle origini del Covid e i progressi dell'intelligenza artificiale hanno progressivamente avvicinato due mondi che per anni sono rimasti separati: quello della biosicurezza e quello dell'innovazione digitale. Il dato più significativo dell'appello è proprio che i firmatari appartengono a comunità che spesso si trovano in disaccordo sulle politiche dell'IA, sulla regolamentazione tecnologica o sulla ricerca biomedica. «Questo è un raro momento di accordo tra soggetti che normalmente sono in contrasto tra loro — scrivono gli autori della lettera —. Ci auguriamo che i legislatori rispondano con decisione».L'appello arriva mentre al Congresso sono già in discussione diverse iniziative legislative sulla biosicurezza. La richiesta degli esperti è che Washington intervenga rapidamente per evitare un mosaico di norme statali differenti e introdurre uno standard federale unico. Dietro la mobilitazione c'è infatti la convinzione che i margini di tempo per costruire barriere di sicurezza si stiano erodendo e che il momento per intervenire sia ora.
L'appello di scienziati e big-tech in America: attenti, sul Dna è allarme biosicurezza
Oltre settanta tra dirigenti dei colossi tecnologici e scienziati si sono confrontati per allertare il Congresso: negli Usa si possono già ordinare frammenti di Dna sintetico da società specializzate. «Bisogna rendere obbligatori i controlli sugli ordini»










