Nell’ambito del nuovo disegno della struttura organizzativa del Modena calcio, il ruolo di ceo è stato assunto da Silvio Rivetti (foto), che ieri mattina, nei locali dello Store di via Taglio, ha fatto una breve chiacchierata con noi. "Raccolgo un testimone importante, in continuità del lavoro fatto sin qui da mio fratello Matteo. I nostri sono stati anni, dal nostro punto di vista, entusiasmanti, soprattutto il primo che è andato oltre le aspettative. Salire in B il primo anno ci ha dato la possibilità di programmare e cercare di fare calcio ad un livello di consapevolezza e di maturità importanti".
Il recente riassetto societario da che esigenze è partito? "Principalmente dalla volontà di iniziare un nuovo percorso triennale, nel quale vogliamo alzare ancora l’asticella delle ambizioni. Sappiamo che servono energie e competenze, il club è pronto per crescere e quindi portare ulteriore chiarezza nei ruoli era importante".
In un progetto che anche a livello tecnico avrà certo un percorso definito, manca il nome del prossimo allenatore, tante voci e tanti possibili profili. Che identikit dovrà avere? "Quello che stiamo cercando è una filosofia di calcio, per un progetto che sia propositivo e che prescinda dal fatto che dietro ci sia un nome più o meno affermato. Capisco che circolano nomi che creano più aspettative rispetto ad altri, ma al di là di questo stiamo ponderando attentamente la scelta perchè sarà fondamentale. E, una volta fatta, sarà una scelta da far crescere insieme con il club, da supportare e da difendere".






