MESTRE - Il volo della compagnia El Al era arrivato mercoledì da Tel Aviv e, oltre ai passeggeri, trasportava anche dei cani nella stiva. Ma da subito, iniziate le operazioni di sbarco, gli operatori hanno sentito quel cane guaire dalla sua gabbia, trovandolo immobile: la lingua dell'animale, una femmina di razza Basenji, era stata perforata da una parte all’altra da uno dei ganci metallici curvi di chiusura della gabbia, impedendogli qualsiasi movimento della testa. Ed è scattata l’emergenza che ha salvato la vita all’animale. «Inizialmente è stata allertata un'ambulanza veterinaria - racconta Daniele Pasquali, Station Manager per Venezia di El Al -. Tuttavia, il tempo di arrivo previsto avrebbe compromesso la sicurezza del cane. Per questo motivo, mi sono coordinato con la polizia affinché la proprietaria del cane venisse riportata immediatamente sotto l'aereo, in modo che potesse fornire assistenza, essendo la persona più familiare all’animale».
Informate le autorità aeroportuali, con un medico inviato sul posto insieme alla Polizia di Frontiera, è stata attivata una procedura di controllo passaporti straordinaria al gate. «Da lì - riprende Pasquali -, ho organizzato il trasporto del cane, ancora nella sua gabbia, su un apposito carrello fino alla mia auto. Assieme alla proprietaria del cane mi sono quindi diretto di corsa alla Clinica veterinaria “San Francesco” di via Torino, preavvisata dal veterinario per un intervento d'urgenza». Per liberare Lilith - questo il nome del Basenji - dalla gabbia è stato necessario tagliarla, quindi il cane è stato anestetizzato per sottoporlo all’operazione necessaria a rimuovere il gancio di ferro a spirale che gli aveva perforato la lingua, fino all’applicazione di molti punti di sutura sulla lingua. Attualmente in condizioni stabili e non è più in pericolo.«Se è andato tutto bene è grazie al coordinamento di tutte le operazioni con la Polizia di Frontiera e il personale di Save - commenta il caposcalo di El Al che, oltre alla “corsa” per mettere in salvo il cane ha poi trovato anche una sistemazione per la proprietaria rimasta in città in attesa delle dimissioni dell’animale -. La gabbia era chiusa correttamente, ma con dei ganci potenzialmente pericolosi. È probabile che il cane abbia cercato di morderli, restando incastrato e riportando quelle gravi lesioni che fortunatamente sono state curate».







