«Alfonso Tumbarello ha consapevolmente posto in essere una condotta funzionale a garantire l’accesso del latitante Matteo Messina Denaro alle cure sanitarie sotto falsa identità... concorrendo, in modo non certo occasionale ma continuativo e ripetuto per ben due anni, alla cura in tutta sicurezza di Messina Denaro, permettendogli di fatto di continuare a sottrarsi alle ricerche e restare al vertice di Cosa Nostra trapanese».Per i giudici del Tribunale di Marsala che a dicembre scorso hanno condannato a 15 anni di reclusione il medico di Campobello di Mazara, Alfonso Tumbarello, per concorso esterno in associazione mafiosa e falso, l’imputato era pienamente consapevole che il paziente gravemente malato che curava non fosse il geometra Andrea Bonafede, ma il boss latitante Matteo Messina Denaro.Sono racchiuse in un centinaio di pagine le motivazione depositate relative alla sentenza di condanna.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.