Da un lato il programma relativo alla sostituzione e al nuovo impianto di alberature su tutto il territorio presentato dalla dirigente del Servizio Verde Pubblico del Comune di Napoli, Teresa Bastia, dall’altro l’allarme lanciato per il platano secolare del Parco della Floridiana. La direzione dei Musei nazionali del Vomero comunica infatti di aver chiesto un’ulteriore valutazione tecnica nel tentativo di salvare l’albero classificato come pianta a rischio caduta. Ma partiamo dalla comunicazione di Teresa Bastia. Nell’ambito del Green Med Expo & Symposium, la dirigente ha presentato il programma relativo alla sostituzione e al nuovo impianto di alberature. Gli alberi, in città, producono benefici diretti su paesaggio, decoro urbano, microclima, qualità dell’aria, mitigazione dell’inquinamento e contrasto agli eventi climatici estremi; al tempo stesso, devono convivere con spazi radicali ridotti, suoli compatti, scarsità idrica, alte temperature, traffico e interferenze antropiche.
Il patrimonio Nel caso di Napoli, una parte significativa del patrimonio arboreo, stimato in oltre 40.000 esemplari, è costituita da alberi maturi o senescenti. È in questo contesto che il Comune di Napoli ha ottenuto un finanziamento complessivo pari a oltre 5 milioni euro. L’obiettivo perseguito è duplice: reintegrare il patrimonio arboreo e sostituire gli esemplari in condizioni fitosanitarie o di stabilità irreversibilmente compromesse. La distribuzione degli impianti ha interessato tutte le Municipalità. Il criterio adottato nella scelta è stato prevalentemente quello della “specie su specie”, finalizzato alla ricostituzione dell’assetto urbanistico e paesaggistico originario. Laddove non è stato possibile, la scelta delle nuove essenze non è stata trattata come un elemento ornamentale, ma come una valutazione tecnica. «Napoli ha bisogno di alberi, ma soprattutto di alberi piantati nei luoghi giusti e seguiti nel tempo - dichiara Vincenzo Santagada, assessore alla Salute e al Verde del Comune di Napoli - Questo programma non è una semplice operazione di arredo urbano: è una misura di salute pubblica. Ogni nuovo albero significa ombra, aria migliore, abbassamento delle temperature, maggiore qualità dello spazio pubblico. Ma significa anche responsabilità: valutare la stabilità degli esemplari esistenti, sostituire quelli compromessi, scegliere specie compatibili con il contesto urbano e costruire un verde che non sia episodico, ma strutturale. La transizione ecologica, a Napoli, passa anche da qui». Il programma conferma quindi una linea di intervento che considera il verde non come elemento accessorio, ma come parte integrante della città pubblica. Il rischio Intanto, resta in pericolo il platano secolare del Parco della Floridiana. Ad un primo sguardo la pianta appare verde e rigogliosa, ma è una visione che contrasta con il suo effettivo stato di salute. Già in passato è stato necessario sostenerla mediante un consolidamento statico con cavi in acciaio che però oggi non risulta più sufficiente a garantirne la stabilità. Recentemente è stata effettuata una ricognizione per la verifica del patrimonio botanico e degli esemplari arborei dell’intero parco. Attraverso analisi visive e approfondimenti strumentali è stato valutato lo stato di salute dei 1.117 alberi censiti. L’accertamento ha portato all’elaborazione di una Carta per la gestione del rischio arboreo finalizzata ad effettuare un corretto piano di potatura e, laddove necessario, cure fitosanitarie, ma anche di valutazione di alberi classificati nella classe di propensione al cedimento. Sono stati identificati, infatti, alcuni esemplari la cui stabilità è irrimediabilmente compromessa rendendoli pericolosi e per i quali risulta indispensabile l’abbattimento per la tutela della sicurezza pubblica e per la salvaguardia complessiva del parco. Mai prima d’ora è stato prodotto un approfondimento conoscitivo di tali dimensioni e purtroppo, tra gli alberi catalogati nella classe cosiddetta classe D, rientra anche un albero secolare e simbolo della Floridiana, il platano all’ingresso di via Aniello Falcone. Per questo motivo la direttrice dei Musei nazionali del Vomero, Almerinda Padricelli, ha ritenuto necessario commissionare un’ulteriore verifica specialistica nel tentativo di trovare una soluzione tecnica che tuteli questo monumento botanico.







