Danza «Kontakthof - Echoes of ’78» ispirato all'opera della coreografa, regia di Meryl Tankard. Ultime repliche a Lugano il 10 e 11 giugno, incontro con Salomon Bausch, figlio di Pina, la regista e la danzatrice Josephine Ann Endicott

9 dicembre 1978. Kontakthof, «il luogo dei contatti», uno dei pezzi di Pina Bausch destinati a più rinascite, debutta a Wuppertal. In scena sono in venti. Dopo più di 45 anni da quella prima, dopo tante riprese, due versioni del lavoro nate con Pina ancora viva per non professionisti over ’65 e per adolescenti, Kontakthof è tornato a essere fonte di ispirazione in Kontakthof – Echoes of ’78. La regia è di Meryl Tankard, danzatrice, coreografa, filmmaker australiana, tra le interpreti del pezzo originario, in scena con altri otto artisti che come lei facevano parte nel 1978 del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch e del primo cast di Kontakthof: Elisabeth Clarke, Josephine Ann Endicott, Lutz Förster, John Giffin, Ed Kortlandt, Beatrice Libonati, Anne Martin, Arthur Rosenfeld.

Il pezzo è il risultato di un progetto lanciato due anni fa dalla Pina Bausch Foundation. Kontakthof – Echoes of ’78 va in scena per l’ultima volta stasera a Wuppertal, prima delle sue due imperdibili repliche finali il 10 e l’11 giugno al Lac di Lugano nell’ambito della terza edizione del festival Lugano Dance Project. Ne abbiamo parlato con Salomon Bausch, figlio di Pina e direttore della Pina Bausch Foundation, nata dopo la scomparsa nel 2009 dell’artista, con Meryl Tankard e con Josephine Ann Endicott, tra le maggiori danzatrici e collaboratrici di Pina, ancora oggi tra le responsabili del repertorio Bausch.