Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiFare impresa senza uno sportello bancario vicino? Un bel problema, non solo per i risparmiatori ma anche per la legalità: e nel Settentrione il problema è grosso soprattutto in Lombardia, seguita da Piemonte e Valle d’Aosta. I dati di Bankitalia al 31 dicembre scorso elaborati dal sindacato Uilca (Uil Credito, Esattorie e Assicurazioni) per ItaliaOggi disegnano un deserto che va dal Monte Bianco fino alle doline del Carso. I numeri tracciano un quadro preoccupante: nel lustro 2020-2025 la Lombardia ha perso 1.014 sportelli, -21,6%; segue il Piemonte con -19,9; Valle d’Aosta -17,6; Veneto -17,5. Per quanto riguarda le altre regioni del Settentrione ci sono Friuli-Venezia Giulia (-15,8), seguito da Liguria (-14,3), Emilia-Romagna (-12,8) e infine il Trentino-Alto Adige con un calo del 10,1%.

Le banche chiudono gli sportelli perché costano e, specie nei piccoli centri, diventano un costo e non un servizio. Solo che a risentirne è la legalità, e non solo l’assenza di supporto alle Pmi ma anche a singoli cittadini e famiglie: Fulvio Furlan, segretario generale Uilca, ha le idee chiare. E lo spiega a ItaliaOggi: «Una delle tante conseguenze che derivano dalla desertificazione bancaria è lasciare spazi all’illegalità. Abbiamo affrontato il tema in occasione del nostro 8° Congresso Nazionale in un momento di approfondimento - con Claudio Martelli, Lirio Abbate e il segretario confederale Uil Santo Biondo – in cui abbiamo analizzato le ripercussioni dell’assenza di un presidio bancario nei territori per l’erogazione di denaro, ricordando come per primo Giovanni Falcone intuì la necessità, nel contrasto alla mafia, di «seguire i soldi».