Sul web si fa chiamare Eterno ma all’anagrafe è Ferenc Venturelli. Un nome conosciuto sui social per il giovane, attivista e influencer vicino alla Lega, per le varie iniziative e polemiche che animano i suoi contenuti. A Parma, Eterno ha subito un’aggressione da parte di un gruppo di ragazzi neri con calci, pugni e anche il rischio di coltellate. Con conseguenze evitate grazie all’intervento di un suo amico e all’utilizzo di spray urticante come dissuasore. Ma c’è un pregresso: prima dell’aggressione, in un video di cui Repubblica è entrata in possesso, si vede l’influencer discutere animatamente col gruppo di ragazzi, che termina con l’invito alla “remigrazione”. E si distingue chiaramente un insulto razzista, “scimmia”, urlato al gruppo non si distingue se da Venturelli o da chi riprende la scena. Una provocazione che può aver trasformato la tensione in violenza, esplosa poco dopo, in strada.

Parma, provoca un gruppo di ragazzi: influencer leghista aggredito in strada

Come racconta Venturelli al Resto del Carlino, lui e un suo accompagnatore erano in centro a Parma, nella zona di Via Verdi, dove stavano realizzando dei contenuti. Eterno dichiara di essere stato avvicinato da alcuni giovani di origine africana, “contrariati dal fatto che stessimo realizzando delle immagini”, dice. “Abbiamo risposto che stavano riprendendo noi stessi e non loro. Ma uno di quegli stranieri non ha accettato la nostra versione e si è avvicinato minaccioso con una bottiglia di vetro. Ci siamo allontanati ma ci hanno inseguiti. Erano almeno una ventina”, racconta al Carlino. Prima però Eterno non ha risparmiato parole pesanti verso il gruppo: “Torna a casa tua! Remigrazione!”, cavalcando uno dei temi più cari alla destra, quello del rimpatrio forzato dei migranti. E poi, poco dopo, l’aggressione: “Quando ho visto il mio amico che rischiava di essere colpito da una bottigliata, mi sono avvicinato con lo spray. E lì mi hanno afferrato in cinque, gettandomi a terra per colpirmi con calci e pugni". Venturelli dice di essere stato probabilmente riconosciuto dal gruppo: “Uno di loro mi ha detto "Leghista di m…”. Dopo essere stato portato in Pronto soccorso con traumi giudicati guaribili in due settimane, Venturelli non nasconde di “aver provato davvero paura. È stata un’esperienza che sarà difficile dimenticare”.