Sarà una finale Italia-Germania: il clamoroso forfait di Matteo Arnaldi, colpito da un virus a poche ore dall'attesa semifinale tutta azzurra con Flavio Cobolli al Roland Garros, consegna al tennista capitolino numero 13 al mondo (da lunedì prossimo in top-10) il ticket per la finale di domenica contro Alexander Zverev.

Un'oretta prima che la Federtennis francese (Fft), organizzatrice dello Slam parigino, annunciasse via megafono il ritiro improvviso di Arnaldi, il tedesco numero 3 al mondo era qualificato come primo finalista, battendo in quattro set il ceco Jakub Mensik, numero 27 Atp: 7-5, 6-2, 3-6, 6-3 il punteggio.

«È un bravo ragazzo, mi piace molto. E pure suo padre mi è molto simpatico», commenta il colosso di Amburgo (1 metro e 98) parlando del futuro sfidante lungo le rive della Senna. A 29 anni, Zverev è ancora alla ricerca del suo primo titolo Major dopo tre finali perse (US Open 2020, Roland Garros 2024, Australian Open 2025) e in molti lo danno favorito.

A 50 anni dalla vittoria del concittadino Adriano Panatta a Parigi, il 23enne Flavio Cobolli racconta di sentirsi «bene», pronto alla sfida con Zverev. Malgrado il dispiacere per Arnaldi, l'azzurro è tornato in serata ad allenarsi sul centrale Philippe-Chatrier «per carburare, provare cose: non ci sarà la tensione di un match ma proverò a rendere questo allenamento il più professionale possibile per rimanere nel torneo».