Liliana Resinovich
Sebastiano Visintin ha risposto alle domande di alcuni giornalisti che gli chiedevano cosa si aspettasse dall’udienza, fissata per il 26 giugno, nella quale si parlerà dei risultati delle perizie sugli oggetti legati alla morte di Liliana Resinovich. Tra i reperti analizzati, anche le scarpe con tracce di zirconio, compatibile con l’attività di arrotino del marito.
"Parlare di verità dopo 4 anni è mezzo è difficile, ma non per colpa mia. Le indagini sono state fatte in un certo modo fin dall'inizio e secondo me sono partite male". A dirlo è Sebastiano Visintin, il marito di Liliana Resinovich, la 63enne scomparsa a Trieste il 14 dicembre 2021e trovata morta il 5 gennaio 2022. L'uomo è l'unico indagato per il delitto. Visintin ha risposto alle domande di alcuni giornalisti che gli hanno chiesto cosa si aspettasse dall'analisi sui reperti, i cui risultati sono attesi per giugno. "Trovare oggi delle risposte sarà impossibile, secondo me. Io non vedo l'ora che venga quel giorno, in modo che ci troveremo davanti al gip, ascolteremo cosa ha da dire la Procura e i miei avvocati potranno rispondere. Se sono preoccupato? Assolutamente no".
L'udienza per i risultati sulle perizie tecniche fatte dagli esperti, compresa l'analisi dello zirconio trovato sulle scarpe di Liliana e compatibile, per chi indaga, con l'attività di arrotino di Visintin, è stata fissata per il 26 giugno 2026. Nel frattempo la salma della 63enne è tornata a Trieste dopo essere stata riesumata per gli esami medico-legali che nel febbraio 2024 hanno permesso che l'indagine non venisse archiviata e che si passasse invece all'ipotesi di reato di omicidio. Dopo due anni, il corpo di Lilly è stato sepolto nella sua Trieste e dei funerali si è occupato il fratello, Sergio Resinovich.






