Il sospetto era noto alle autorità almeno dal 2017. La condanna di Macron, Darmanin proporrà sanzioni contro magistrati

La Francia è sotto choc per Lyhanna, la bambina di 11 anni scomparsa dal 29 maggio e uccisa probabilmente da un pedofilo noto alle autorità almeno dal 2017. Il corpo della studentessa che frequentava la scuola media, è stato ritrovato ieri in un silo agricolo abbandonato vicino al villaggio di Puycasquier, nel dipartimento del Gers. Le cause del decesso sono ancora sconosciute, precisa la procura di Agen in una nota. "Sono stati disposti ulteriori accertamenti e analisi", si legge nella nota.

"In attesa delle conclusioni delle indagini, non si possono menzionare eventuali responsabilità e tanto meno eventuali sanzioni future", hanno precisato il procuratore di Auch, i procuratori generali e quelli della Repubblica. Ma il principale sospettato, Jérome Barella di 41 anni e padre di famiglia, è già stato posto in custodia cautelare, come scrive l'emittente Bfmtv. L'uomo, che

lavorava nell'azienda agricola dove ieri è stato trovato il cadavere, è oggetto di numerose denunce e segnalazioni, in particolare per violenza sessuale e stupro, alcune archiavate.

Intanto, mentre è stata aperta un'inchiesta per ''sequestro di persona, sottrazione di minore e omicidio di una minore di 15 anni", l'indignazione cresce, sia nella politica quanto nella società civile che si appresta a scendere in piazza con lo slogan 'Io sono Lyhanna'.