Il tifone è transitato a velocità sorprendente fin da lunedì, scatenandosi dall’isola di Okinawa in direzione est e nord-est, per poi abbattersi su Tokyo all’alba di mercoledì. Jangmi, il sesto taifū tropicale (tifone) del 2026, si è formato all’interno del vortice monsonico sul Mar delle Filippine, provocando piogge molto intense, allerte inondazioni e tutta una serie di danni a cui il Giappone — per quanto abituato alla consuetudine di tali eventi — ha risposto cercando di alleggerire i danni e le molte interruzioni alla quotidianità.
All’aeroporto di Haneda (Tokyo) sia la compagnia ANA che JAL hanno cancellato un totale di 760 voli domestici e 90 internazionali, e il traffico sulle autostrade ha subito alcune restrizioni. Inoltre Jangmi ha causato ovunque nel Paese disagi al traffico ferroviario, con cancellazioni e ritardi dei treni nell’area metropolitana di Tokyo. Uno dei disagi maggiori per le famiglie è stata la mancanza di corrente elettrica per diverse ore. Secondo la Tokyo Electric Power Co. Holdings, sono molte le abitazioni nella regione di Kanto-Koshin che mercoledì sera hanno subito un blackout, e in totale si sono registrate interruzioni della corrente in quasi 60.000 abitazioni. Le autorità hanno ricevuto segnalazioni di allagamenti, alberi caduti, detriti e frane in un’ampia fascia di regioni, ha dichiarato il portavoce del governo Kihara Minoru in conferenza stampa.










