Il Pil italiano potrebbe crescere un po' più del previsto, superando - anche se di un soffio - le previsioni del governo. A rifare di nuovo i conti è l'Istat che, sia per quest'anno che per il prossimo, stima una crescita dell'economia dello 0,7% contro il +0,6% calcolato dal ministero dell'Economia nel Documento di finanza pubblica.

Di fronte alle ultime previsioni degli organismi internazionali e delle organizzazioni italiane, in linea o leggermente più basse rispetto a quelle del Dfp, quella dell'Istituto di statistica appare dunque quasi una voce fuori dal coro. Ma rispetto a Ocse o Fmi, l'Istat può avvalersi della recente revisione del Pil del primo trimestre, ritoccato al rialzo da +0,2% a +0,3%. Per di più, nel contesto europeo l'Italia mostra segnali sostanzialmente positivi, considerando che le stime di Eurostat indicano invece per l'Eurozona presa nel suo complesso un andamento opposto dell'economia nel periodo gennaio-marzo, con un calo dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. F

in qui gli aspetti incoraggianti che però non sono gli unici da tenere presenti nel quadro macroeconomico del Paese. Sull'altro piatto della bilancia pesa infatti l'andamento dell'inflazione. L'Istat si attende "una forte risalita" nel corso del 2026 e stima che l'anno chiuda con un tasso di aumento dei prezzi del 2,9% che eserciterà inevitabilmente pressione sui salari e sui consumi. La fiammata dovrebbe in gran parte rientrare nel 2027, con un'inflazione stimata al 2%, "in conseguenza della normalizzazione delle tensioni internazionali".