All’indomani della lettera aperta in cui Volodymyr Zelensky propone a Vladimir Putin di incontrarsi per mettere fine alla guerra, qualcosa si muove, seppur nelle retrovie. Oggi c’è stato un primo incontro tra la commissaria russa per i diritti umani, Yana Lantratova, e il suo omologo ucraino, Dmitry Lubinets, con il quale ha concordato di sviluppare la cooperazione. L’incontro, scrive l’agenzia russa Tass, si è svolto al confine tra l’Ucraina e la Bielorussia. In particolare, ha sottolineato Lantratova, i due commissari hanno concordato di scambiare liste di cittadini da rimpatriare, di continuare le visite congiunte ai prigionieri di guerra nei due Paesi e consegnare lettere e pacchi dai parenti ai prigionieri di guerra.
In queste ore, Lantratova ha assistito i prigionieri di guerra russi che sono arrivati in Bielorussia, in attesa di raggiungere Mosca in seguito allo scambio con l’Ucraina di 185 prigionieri di guerra per parte. Lo scambio fa parte di un più ampio accordo che si sviluppa in più tappe: il precedente era avvenuto a metà maggio e aveva coinvolto 205 persone per parte.
Intanto l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha annunciato l’entrata in vigore di un “cessate il fuoco localizzato” nella zona della centrale nucleare di Zaporizhzhia, che sembra però già in bilico. Mosca ha infatti accusato l’Ucraina di averlo violato e aver ferito cinque militari russi con un attacco delle sue forze armate. Secondo il Cremlino, il raid è avvenuto durante i lavori di ingegneria previsti dal cessate il fuoco concordato dall’Aiea nei pressi di un pilone di sostegno della linea elettrica, ha precisato l’amministrazione della centrale. “Questo incidente costituisce una grave violazione delle garanzie fornite dalla parte ucraina in merito alla sicurezza dei lavori, come confermato dalla nota dell’Aiea del 4 giugno”, si legge in un comunicato.











