L'accordo politico raggiunto ieri nell'Europarlamento sull'euro digitale è un "gentlemen's agreement" il cui testo - "molto simile a quello del Consiglio Ue" - è in lavorazione e verrà trasmesso a breve dal relatore della Commissione Affari economici Navarrete ma di cui già si sa qualcosa: non ci sarà l'indicazione di uno specifico 'holding limit', ossia un massimo di giacenza di moneta digitale sui conti degli europei.

C'è invece - riferisce una fonte vicina al dossier - un accordo sulla metodologia per calcolarlo, un anno prima del lancio dell'euro digitale quindi nel 2028, su proposta della Bce con la possibilità del Parlamento europeo e/o del Consiglio, di adottare un limite più basso.

"La priorità è arrivare a una cifra che non metta in difficoltà il sistema bancario europeo", dice la fonte, riferendosi alla preoccupazione degli istituti che un wallet con una giacenza di euro digitali troppo alta possa drenare depositi dei correntisti. La definizione esatta di tale cifra è rinviata a una data più a ridosso del lancio dell'euro digitale perché si dovrà tener conto degli sviluppi di crescita, inflazione, stato di salute delle banche.

Il fatto che il testo concordato dagli europarlamentari sia vicino a quello del Consiglio fa sì che "non ci si aspetta un trilogo molto complicato" - dice la fonte riferendosi al successivo negoziato Parlamento-Consiglio-Commissione Ue per arrivare al testo legislativo finale.