di
Lorenzo Cremonesi
Nella lettera il leader ucraino scrive: «Le tue risorse si stanno riducendo. Non avere paura a porre fine alla guerra. Lo sai bene che quando il popolo russo si stanca, arrivano i cambiamenti»
È un’offerta di dialogo, ma anche una sfida aperta e persino una minaccia, la lettera che Volodymyr Zelensky invia a Vladimir Putin e rende pubblica, per cercare di risolvere il conflitto russo-ucraino. In sostanza, il presidente ucraino dice all’omologo russo che la guerra d’aggressione da lui voluta e diretta non sta portando a nessuna vittoria e addirittura oggi sta minacciando la stessa stabilità interna del regime di Mosca.
«Quando salisti al potere oltre 26 anni fa eri visto con favore da tanti ucraini. Ma questo è il passato. Oggi la grande maggioranza della nostra popolazione vede con favore il blitz di droni a lungo raggio che hanno visitato l’apertura del tuo Forum Economico a San Pietroburgo coprendo una distanza di oltre mille chilometri», scrive subito Zelensky. Parole che rispondono direttamente alle affermazioni ripetute ancora ieri da Putin, secondo il quale il suo esercito starebbe «vincendo e avanzando su tutti i fronti». E la missiva continua contraddicendo la narrativa russa, per cui la guerra sarebbe una risposta al supposto allargamento della Nato verso est, ma è invece una sua «scelta personale: una guerra senza una vera causa».










