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Oggi parliamo di come l’intelligenza artificiale stia cambiando il lavoro, la produttività e il modo in cui le aziende ripensano tecnologia, competenze e leadership e il concetto stesso di spazio lavorativo e di workplace. Lo facciamo con Giampiero Savorelli, amministratore delegato e vicepresidente di Hp Italy, a partire dalla visione Hp e dagli annunci presentati Hp Imagine 2026. Proveremo a capire dove sta andando il mercato e quali saranno gli strumenti, le sfide e le competenze che definiranno il futuro del lavoro per i prossimi anni.
Partiamo da Hp Imagine 2026. Qual è il messaggio chiave che Hp vuole dare sul futuro del lavoro in questa nuova fase guidata dall’intelligenza artificiale?
Il messaggio chiave che vogliamo dare, e che abbiamo dato durante l’evento Hp Imagine a marzo, è che Hp continua a portare innovazione sul mercato dal punto di vista della tecnologia, dal punto di vista dei device pc e printing, e anche delle soluzioni e del software per il workplace. Lo facciamo pensando alle esigenze del cliente finale, sia un’azienda o un consumatore privato: tecnologia, soluzioni che siano in grado di aumentare la produttività, l’efficienza, ma anche di ridurre i costi delle aziende e di contribuire alla soddisfazione degli utenti. In questo contesto vorrei citare alcune delle novità che abbiamo annunciato e che secondo me sono veramente le più interessanti. In ambito soluzioni, due nuovi software basati e sviluppati con l’intelligenza artificiale, che sono Hp Iq e Hp NearSense: sono delle soluzioni che permettono, all’interno dell’ambiente di lavoro, di fare in modo che i dispositivi comunichino in modo molto più semplice e immediato tra di loro. Molto spesso, uno dei problemi che si ha all’interno degli uffici è effettivamente fare comunicare bene i pc, le stampanti, le sale audio-video: questa soluzione basata su AI semplifica decisamente questo tipo di aspetto. Poi abbiamo introdotto anche una nuova soluzione in ambito di Cyber Security, che è un tema fondamentale, si chiama Hp Tpm Guard, che va ulteriormente ad aumentare la sicurezza del dispositivo e la sicurezza dei dati. E poi, ovviamente, essendo un’azienda di ingegneri che ha come core business l’hardware, abbiamo rinnovato completamente la gamma di Workstation Z, rendendola ancora più performante e ideale perché deve sviluppare programmi per l’intelligenza artificiale. E infine, anche per il mondo del gaming competitivo, una nuova gamma di desktop HyperX Omen. Come dicevo prima, tutto questo avendo il cliente al centro. E questo è collegato alla nostra strategia che si chiama Future of Work, evoluta poi in HP, for your Best Work, dove le esperienze del cliente e dell’utente ha un ruolo centrale. Questa strategia ha l’obiettivo, attraverso la tecnologia, di migliorare la produttività dell’azienda, riducendo i costi e migliorando al contempo l’esperienza e la soddisfazione dell’utente, del dipendente che utilizza effettivamente questa tecnologia. Tutto ciò mettendo l’intelligenza artificiale nella nostra strategia in modo centrale e all’interno di ogni dispositivo che proponiamo sul mercato.










