Una carezza e un abbraccio mentre sono in videochiamata con amici nella lounge Ita di Fiumicino. Tanto è bastato al senatore di Fratelli d’Italia, Roberto Menia, per scagliarsi contro due ragazzi: “Le effusioni fatele a casa vostra”. Se il parlamentare meloniano si difende parlando di “maleducazione”, le opposizioni insorgono denunciando un palese atto di intolleranza: “Un gesto che davanti a una coppia etero nessuno avrebbe nemmeno notato. È omofobia, anche se travestita da buone maniere”.

Per misurare la temperatura culturale di un Paese, a volte, non servono i grandi dibattiti ideologici; basta osservare una sala d'attesa. Ore ventuno, lounge Ita dell'aeroporto di Fiumicino. Due ragazzi sono seduti a un tavolino, parlano in videochiamata con degli amici e si scambiano qualche carezza. Un gesto ordinario, quasi invisibile nella distrazione generale di un aeroporto. A pochi metri di distanza, però, quel contatto visivo disturba i radar di Roberto Menia, senatore triestino di Fratelli d'Italia.

Il parlamentare si alza e si avvicina ai due: "Ora basta, le effusioni fatele a casa vostra. Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete". La reazione dei due giovani è immediata: "Lei è una brutta persona, un omofobo". In pochi istanti la quiete condizionata della saletta si azzera. Volano insulti, i toni salgono e Menia parlerà poi di "minacce di usare le mani", rendendo necessario l'intervento del personale di terra per separare i contendenti. La difesa del senatore, affidata alle agenzie di stampa, si arrocca sulla linea del bon ton: "Vale anche per un uomo e una donna, vale per tutti. È cattiva educazione", taglia corto Menia, escludendo motivazioni discriminatorie. Una linea difensiva di cui, tuttavia, dalle opposizioni viene sottolineata l'evidente fragilità logica e l'ipocrisia di un moralismo applicato in modo selettivo: nessuno, viene fatto notare, si sognerebbe di interrompere la propria attesa in un aeroporto internazionale per redarguire una coppia eterosessuale colpevole di essersi accarezzata un braccio. Il fronte del no all'intervento di Menia si è palesato già durante i fatti.