C’è un momento esatto in cui la geografia del tennis mondiale ridisegna i propri confini, e quel momento coincide con il pomeriggio parigino sul campo Philippe Chatrier. All'ombra della Torre Eiffel, oggi la semifinale parla interamente italiano con Matteo Arnaldi e Flavio Cobolli. Comunque vada, l'Italia ha già vinto, assicurandosi un posto nell'atto conclusivo dello Slam parigino. Ma per i due protagonisti, questa è, senza tema di smentita, la partita della vita.Arnaldi e Cobolli incarnano due anime diverse. Da una parte il sanremese: maratoneta instancabile, stratega solido e intelligente. Dall’altra il romano: spirito sanguigno, combattente nato che non molla di un centimetro, in grado di dare il meglio di se quando è sotto pressione. Le due strade verso la gloriaIl percorso dei due azzurri per arrivare a questo appuntamento storico fotografa perfettamente il loro carattere. Arnaldi è arrivato a questo appuntamento dopo aver accumulato oltre 17 ore di gioco. Ha superato battaglie epiche al quinto set contro avversari durissimi, prima di beneficiare del doloroso ritiro del connazionale Matteo Berrettini nei quarti di finale. "Sono stanco, certo, ma gioco per questo", ha dichiarato Matteo, che ha dimostrato una tenuta mentale da veterano assoluto. Cobolli sta vivendo la settimana più bella della sua vita, impreziosita dalla splendida vittoria in quattro set nei quarti contro il canadese Felix Auger-Aliassime. Precedenti e stili a confrontoI due si conoscono a memoria. Si allenano insieme da quando avevano undici anni, condividono cene, confidenze e una sana rivalità che li ha portati a incrociare le racchette in cinque occasioni a livello professionistico. C'è anche un precedente proprio qui a Parigi, risalente all'edizione passata, quando Cobolli si impose in quattro set. Se Arnaldi cercherà di allungare gli scambi, trasformando il match in una guerra d’attrito fisica e psicologica, Cobolli proverà a spingere fin dai primi colpi per non farsi imbrigliare nella ragnatela del ligure. I riti scaramantici di Flavio (che ha ammesso di usare sempre la stessa doccia e lo stesso tavolo al ristorante) si scontreranno con la freddezza geometrica di Matteo. Un'intera nazione davanti alla TVL'attesa in Italia è febbrile. Lo scontro generazionale e fratricida verrà trasmesso in chiaro, permettendo a un intero Paese di spingere i due ragazzi oltre i propri limiti. Non ci sono favoriti evidenti: se da un lato Cobolli appare più fresco fisicamente e favorito dalle quote, dall'altro l'orgoglio e la capacità di soffrire di Arnaldi non possono essere sottovalutati in un match tre set su cinque.Uno dei due domenica giocherà per la Coppa dei Moschettieri; entrambi, da oggi, sono entrati ufficialmente nella storia dello sport italiano.
Arnaldi e Cobolli, nell’arena rossa di Parigi la sfida azzurra tra il maratoneta e il gladiatore
Stasera alle 19 sul campo centrale di Parigi il derby iridato per un posto in finale










