Doveva dare la caparra per l’acquisto di un’automobile usata ma si è ritrovato vittima di una rapina a cui avrebbe partecipato anche un collega di lavoro. In quattro, tutti incappucciati, lo avrebbero prima steso a terra con un pugno e poi derubato di 4.200 euro che teneva in tasca. Un agguato stando alla denuncia sporta ai carabinieri da un 35enne di origine marocchina, residente a Monte Roberto. L’uomo sarebbe stato rapinato vicino a una chiesa di Osimo. Lì gli era stato dato appuntamento da un collega di origine macedone, 26enne, per ritirare la caparra per un’Audi Q5. Il fatto risale al 27 febbraio del 2022 e in tre sono finiti a processo per rapina in concorso aggravata. Uno è proprio il collega macedone 26enne, accusato anche di porto ingiustificato di armi atte a offendere perché aveva un tirapugni di ferro con cui avrebbe steso a terra la vittima. Gli altri due sono un italiano di 25 anni e un macedone di 25 anni. I tre sono difesi dagli avvocati Alessandro Calogiuri, Diego De Giacomi e Matteo Bettin. Ieri mattina l’accaduto è stato raccontato dalla vittima in tribunale, davanti al collegio penale, con un po’ di confusione. "Lavoravo come corriere per l’Ikea – ha detto il 35enne – e il mio collega aveva da vendermi un’automobile, voleva 8.500 euro. Solo dopo ho saputo che era del padre. Voleva una caparra subito, il resto a rate. Mi ha dato appuntamento dove mi ha accompagnato un amico. Appena arrivati ho trovato quattro persone incappucciate, una era il collega che ho riconosciuto dagli occhi. Si è tolto il cappuccio e mi ha steso col tirapugni. Poi mi ha preso i soldi dalla giacca. Un altro diceva sparalo sparalo come se avesse una pistola ma non so se era vera o giocattolo". La vittima ha parlato anche di un taser e un coltello che avrebbero avuto gli altri. Tutti si sarebbero tolti il cappuccio e lui ne avrebbe riconosciuti tre. Un quarto è rimasto anonimo. Dopo l’aggressione non è andato in ospedale, si è fatto portare dall’amico con cui era venuto dai carabinieri.