Guadagnare bene e subito con le scommesse sportive. Ci aveva creduto un 30enne di Senigallia quando sul suo numero di cellulare gli era arrivato un messaggio su whatsapp con cui un 27enne di Messina gli proponeva di entrare nel business dei pronostici sportivi. Un mondo virtuale dove attraverso delle puntate in denaro si fanno previsioni in tempo reale di una partita per azzeccare il numero di gol, il minuto in cui viene fatto o quante espulsioni vengono registrate, chi vince, quanti punti si fanno nella partita di basket o i set vincenti a pallavolo e persino le prestazioni degli atleti negli sport individuali come il nuoto, il tennis e l’atletica. Nel giro di una ventina di giorni il 30enne non solo non ha vinto nulla ma attraverso 65 bonifici, fatti in due conti correnti diversi, ha visto sparire quasi 12mila euro. All’inizio era preso dal sistema e visto che stava ristrutturando casa, e le spese da sostenere erano molte, ha sperato di reperire così qualche soldo in più ma si è trovato con un pugno di mosche. Il siciliano che lo avrebbe raggirato è finito a processo davanti alla giudice Paola Moscaroli per truffa aggravata e continuata. Ieri il dibattimento si è aperto con la vittima che ha raccontato in aula quanto subito tra il 28 agosto del 2023 e il 23 settembre dello stesso anno. "Il primo messaggio mi è arrivato su whatsapp ma io questa persona non la conoscevo – ha detto il 30enne – mi ha mandato la foto della carta d’identità e mi ha detto che potevo entrare in un gruppo social che si occupava di pronostici sportivi versando 50 euro. Nel gruppo non mi ha mai inserito". Il siciliano avrebbe promesso vincite rilevanti sulla base di una piattaforma ben collaudata indicandogli gli iban su cui fare i versamenti delle scommesse. Il 30enne avrebbe fatto 40 bonifici, per 6.100 euro, su un iban appoggiato a una carta postepay e altri 25 bonifici, per 5mila euro, su un iban diverso sempre intestato all’imputato. Le vincite non arrivavano e il 30enne ha iniziato a mangiare la foglia interrompendo i pagamenti. "Quando ho smesso di pagare sono iniziate le minacce – ha raccontato il 30enne – mi scriveva sui social e in mail dicendo che sapeva dove abitavo, che se non pagavo io avrebbe chiesto i soldi ai miei familiari facendo i loro nomi. Mi sono spaventato e dopo ho fatto denuncia". Il senigalliese si è costituito parte civile con l’avvocato Federico Filipponi che ha ravvisato anche gli estremi per il reato di estorsione e ieri in udienza ha fornito gli screenshot dove il 27enne avrebbe minacciato il suo assistito.