di
Marco Calabresi
La giocatrice polacca è la prima qualificata in grado di raggiungere la finale a Parigi. Sabalenka torna in sé dopo lo sfogo: «Tornerò sicuramente»
Numero 114 del mondo, proveniente dalle qualificazioni, capace di vincere nove partite consecutive e di diventare la prima giocatrice qualificata ad arrivare in finale al Roland Garros, la seconda in tutti gli Slam nell'era Open dopo Emma Raducanu allo US Open 2021. La polacca Maja Chwalinska non crede ai suoi occhi, dopo aver battuto Diana Shnaider nella seconda semifinale, quella «orfana» di Aryna Sabalenka che dopo aver smaltito la rabbia per la sconfitta contro la russa è tornata in sé: «Parigi, ti amo ancora. Tornerò, sicuramente non mi arrendo». Si sono invece innamorate eccome di Parigi le protagoniste della finale più impensabile: da una parte Chwalinska, dall'altra Mirra Andreeva, che è comunque numero 8 del mondo e che in un'ora e 17' aveva superato 6-1 6-3 l'ucraina Marta Kostyuk nella prima sfida del pomeriggio.
Chwalinska, cresciuta all'ombra di Iga Swiatek, da Junior aveva almeno lo stesso talento di Iga, ma ha scelto l'occasione migliore per mostrarsi al mondo. «Non so cosa sta succedendo e non so davvero cosa dire - le sue parole -. Mentalmente e non solo fisicamente è dura giocare giorno dopo giorno contro le migliori, ma è uno Slam e bisogna dare tutto, quindi non mi lamento». In tribuna, a studiarla, anche Conchita Martinez, coach della sua prossima avversaria: «Ma anche io ho guardato il match di mirra. Sabato darò il massimo ma fatemi godere questo momento».










