Dal primatista mondiale Armand Duplantis a Gregorio Paltrinieri, fino ai giovani premiati protagonisti di questa edizione. Nel Salone d’Onore del Coni annunciati i vincitori della 30ª edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini. Al centro, il richiamo del presidente Coni Buonfiglio: “Un messaggio che va al di là delle medaglie”
Trent’anni di storia costruiti “mattoncino dopo mattoncino” fino ad ottenere “una casa solida”, ma soprattutto trent’anni dedicati a promuovere un’idea di sport fondata sul rispetto. È questo il messaggio lanciato dal presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, in occasione della presentazione della 30ª edizione del premio internazionale Fair Play Menarini.
“Il fair play è la sintesi di un comportamento che racchiude tanti valori. Primo fra tutti il rispetto: per sé stessi, per gli altri, per l’ambiente e per le regole”, ha sottolineato Buonfiglio, evidenziando come la vera sfida sia trasformare questi principi in comportamenti quotidiani. In un contesto segnato da tensioni e violenza, ha aggiunto, lo sport può contribuire a diffondere un “virus buono”, rendendo attraenti il buon vivere e la correttezza.
Il messaggio del presidente del Coni trova espressione concreta proprio nell’evoluzione del premio. Accanto ai grandi campioni dello sport internazionale, l’edizione 2026 ha infatti premiato oggi anche tre giovani protagonisti del premio Fair Play Menarini Giovani: Matteo Pasqualetti, Gloria Tinaburri e Alberto Belluzzi. “Si premiano valori come etica e rispetto”, ha osservato il presidente del Coni, definendo questa scelta “una bella innovazione” e un “messaggio che va al di là delle medaglie”, capace di rafforzare il significato più profondo del riconoscimento.










