Roma, 4 giu. (askanews) – Un ente più forte, più connesso al sistema produttivo, dalla valenza strategica per il futuro dell’agricoltura: a metà mandato, il presidente Andrea Rocchi, insediatosi nell’aprile 2024, traccia un primo bilancio. “Il CREA oggi è un motore propulsivo imprescindibile dell’agroalimentare italiano – ha detto – in due anni sono stati messi in sicurezza conti e bilanci, garantito un fondo di funzionamento triennale, riorganizzati Centri e Amministrazione dell’Ente e si è proceduto a nuove assunzioni, oltre a quelle previste da ColtivaItalia per il ricambio generazionale. A ciò si aggiungono l’introduzione di sistemi gestionali avanzati e una crescente e sempre più significativa presenza del CREA nei contesti istituzionali e internazionali dell’Agrifood”.

Si è consolidato il ruolo del CREA come nodo strategico sia tra istituzioni, sia con il sistema produttivo sia con gli altri interlocutori della Ricerca, anche in una prospettiva internazionale. Nel biennio, infatti, sono stati siglati complessivamente 72 accordi, di cui 46 nazionali e 26 internazionali. Il CREA ha moltiplicato le azioni di trasferimento tecnologico, attuate attraverso strumenti dedicati alla valorizzazione di brevetti, startup, risultati scientifici e innovazioni sviluppate nei laboratori, nonché mediante l’Agrifood Innovation Hub.