Sono quindici gli istituti scolastici, dai comprensivi alle secondarie di secondo grado, in Calabria, Lazio, Lombardia e Toscana che per due anni hanno introdotto nella didattica ordinaria lo studio con i chatbot. Il progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito ha visto il coinvolgimento di allievi e allieve, docenti e dirigenti delle scuole pilota.L’INVALSI ha monitorato in modo sistematico l’andamento del progetto e i risultati dell’apprendimento. Il percorso di valutazione ha previsto il confronto con classi specchio, ovvero stessa tipologia e anno scolastico, che invece hanno studiato senza il supporto degli strumenti di IA. Il progetto, lanciato ad inizio anno scolastico 2024-25[1], prevedeva l’utilizzo di strumenti Google e la formazione intensiva dei docenti svolta da esperti, che avevano il compito di supportare costantemente il personale. E ora arrivano i risultati finali, previsti ufficialmente per settembre, ma già in modo ufficioso resi noti dalle scuole coinvolte, come lo stesso Ministero dell’Istruzione e del Merito conferma, indicando che sin da ora è emerso che le classi sperimentali avrebbero sviluppato competenze maggiori in italiano e matematica.Indice degli argomenti