La spesa per la sanità digitale in Italia nel 2025 ha raggiunto i 2,7 miliardi di euro, +9% in un anno, confermando la trasformazione tecnologica in atto nel settore sanitario. Terminati gli interventi del Pnrr, all’Italia resta un patrimonio di infrastrutture (piattaforme di telemedicina, fascicolo sanitario elettronico 2.0, cartelle cliniche elettroniche) da utilizzare, anche se un terzo delle strutture pubbliche teme un ridimensionamento dei progetti avviati, evidenziando una situazione di incertezza nel percorso di questa trasformazione.
A tracciare il quadro della situazione è la ricerca dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, che spiega come in Italia sempre più professionisti sanitari adottino strumenti digitali nella pratica clinica quotidiana: il 69% dei medici specialisti usa la cartella clinica elettronica, il 48% dei medici specialisti e il 30% degli infermieri accede al fascicolo sanitario elettronico. Il 29% dei medici specialisti e di medicina generale ha effettuato televisite, ma meno di un terzo dei professionisti utilizza piattaforme dedicate all’uso sanitario.
Tra le priorità strategiche per lo sviluppo della sanità digitale, la cybersecurity si conferma al primo posto (90% delle strutture), seguita dai servizi digitali al cittadino (81%), dalla cartella clinica elettronica (76%) e dalla telemedicina (74%). L’IA è in rapida ascesa per le strutture sanitarie (71%, +8 punti rispetto al 2025). Tra i principali ostacoli all'innovazione, la limitata disponibilità di risorse economiche (50%), la carenza di competenze (32%) e la scarsa cultura digitale (25%).






