Si dice che tutti, nel mondo, abbiano almeno un sosia. Quelli delle celebrità ora si danno appuntamento nelle piazze: è il fenomeno dei lookalike contest, eventi in cui si cerca chi somiglia di più a Paul Mescal, a Pedro Pascal, a Timothée Chalamet o a John Fitzgerald Kennedy Jr. I social, prevedibilmente, sono impazziti: ma cos’è che ci affascina tanto? E perché i protagonisti sono sempre uomini?

Tutto è iniziato nel 2024 con la ricerca del sosia di Timothée Chalamet. L’evento è stato organizzato dallo Youtuber Anthony Po a New York, e ha riunito migliaia di partecipanti a Washington Square Park. A sorpresa, si è presentato l’attore in persona, mandando in delirio la folla. Prima che intervenisse la polizia, il vincitore Miles Mitchell ha portato a casa una coppa, 50 dollari e l’opportunità di posare insieme al vero Chalamet.

Da quel momento, le gare si sono moltiplicate in tutto il mondo, alla ricerca del sosia di Harry Styles o Dev Patel. George Gountas è stato incoronato per la somiglianza a Pedro Pascal; Abdul Bunny è arrivato a San Francisco dal Messico per dimostrare di essere il doppelgänger di Bad Bunny; Jack Wall O’Reilly a Dublino ha vinto la bellezza di venti euro per la somiglianza con l’attore Paul Mescal. In questo tipo di gare, i concorrenti si vestono come le star in questione e spesso sono chiamati ad esibirsi – cantando o recitando – per dimostrare la loro abilità. Esistono dei premi in denaro, ma tendenzialmente si gioca per la gloria, per la fama e per la possibilità che il loro idolo segua l’esempio di Chalamet e faccia un’apparizione dal vivo.