Yanis Varoufakis, l’economista e politico greco – docente a Essex, Cambridge, Sydney, Atene, Austin (Texas), ministro delle Finanze nel 2015, all’apice della crisi finanziaria del suo Paese – fonda il suo pensiero macroeconomico post-keynesiano sulla teoria dei giochi. Le sue memorie, Alza la testa! (subito tradotte per La nave di Teseo) iniziano con un giocattolo: è il settembre 1969, c’è in Grecia il regime dei colonnelli, e, con la madre incinta Eleni, Yanis, nove anni, va in visita allo zio preferito, recluso all’hotel Pefkakia a Drosia, a nord di Atene. L’Esa, la polizia militare, ha requisito l’albergo e lo usa come carcere per i prigionieri politici. Lo zio, a dispetto del buio totale della stanza in cui è detenuto e di settimane di interrogatori e torture, accoglie i due con allegria e grandi risate; al bambino regala un modellino di aeroplano costruito con fiammiferi, carta di sigarette e cartone. Yanis ha visto già molti film di guerra, e riconosce lo Stuka, o Junkers Ju 87, l’aereo da bombardamento della Luftwaffe con le sue svastiche. «Uno Stuka, eh?»: lo riconosce all’uscita anche un “brutto ceffo” dell’Esa, e scaraventa l’aeroplanino contro il muro. Eleni raccoglie i pezzi del giocattolo, assai malridotto; a casa, il piccolo Yanis lo mostra con orgoglio al padre Yorgo, che lo osserva in silenzio. Poi, con orrore del piccolo, taglia a metà la fusoliera, estraendone un foglietto di carta; era il messaggio dello zio ai suoi compagni per coordinare le dichiarazioni alla corte marziale (fu peraltro condannato per sovversione armata).
Cinque donne per Varoufakis
RADICI Nell’autobiografia l’ex ministro greco mette in primo piano mamma, nonne (materna, paterna e acquisita) e moglie







