Il 3 giugno 2026 si è tenuto in commissione ECON del Parlamento europeo un confronto con Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, dedicato agli ultimi sviluppi del progetto euro digitale. L’audizione si colloca a poche settimane dal voto previsto in commissione ECON per il 23 giugno sulla proposta di regolamento che istituisce l’euro digitale, passaggio destinato a incidere sulla successiva fase dei negoziati interistituzionali. Roberto GaravagliaAbbiamo raccolto in diretta l’intervento dell’autore. Proprio questa prospettiva consente di cogliere un elemento emerso con particolare nettezza: il dossier sull’euro digitale è ormai uscito dalla sola dimensione tecnica ed è entrato pienamente nella sua fase politica.Il messaggio di fondo della BCE è stato duplice. Da un lato, l’euro digitale non nasce per sostituire il contante. Dall’altro, proprio perché l’economia dei pagamenti si sta spostando verso ambienti digitali, l’accesso alla moneta pubblica non può restare confinato alla sola forma fisica di banconote e monete. È in questa tensione che si colloca il progetto: preservare il ruolo della moneta di banca centrale in un contesto nel quale pagamenti, commercio elettronico, wallet, piattaforme digitali e infrastrutture private assumono un peso crescente.Indice degli argomenti