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Il bando riguarda la gestione del parco del Tondo e della porzione urbana del parco del Loto

Una nuova stagione si profila per il polmone verde di Lugo, dove la cura della natura si intreccia in modo indissolubile con il riscatto sociale e l’attenzione alle fragilità umane. L’amministrazione comunale ha deciso di proseguire nel solco dell’inclusione nella gestione del parco del Tondo e della porzione urbana del parco del Loto, due dei luoghi più cari e frequentati dalla comunità lughese. La procedura, formalizzata attraverso una determinazione del Servizio Infrastrutture, si muove nel solco dell’articolo cinquantacinque del Codice del Terzo Settore, scegliendo deliberatamente la strada della co-progettazione e della cooperazione anziché le logiche tradizionali degli appalti pubblici. L’obiettivo dichiarato dall’ente di piazza Martiri è quello di chiamare a raccolta le realtà non profit iscritte al registro unico nazionale per dare vita a un progetto della durata di tre anni, con l’opzione di un rinnovo per un ulteriore triennio, capace di restituire alla cittadinanza parchi più vivi, sicuri e accoglienti. Chi si aggiudicherà la gestione non dovrà semplicemente occuparsi dell’apertura dei cancelli o della pulizia ordinaria, ma avrà il compito di accogliere e inserire all’interno delle attività lavorative e socio-riabilitative persone appartenenti a fasce deboli, offrendo loro un’opportunità concreta di integrazione. Il bando punta forte anche sulle nuove generazioni, prevedendo percorsi educativi e sportivi per i minori da sviluppare a stretto contatto con le scuole del territorio, oltre a un fitto calendario di eventi culturali e musicali capaci di animare i pomeriggi e le sere d’estate, allontanando lo spettro del degrado e dell’isolamento relazionale grazie alla vitalità dell’associazionismo locale. Il fulcro economico e operativo di questa sinergia sarà il chiosco bar situato all’interno del parco del Tondo, che verrà concesso al soggetto attuatore. La gestione del punto di ristoro seguirà regole precise di trasparenza, con l’obbligo di rendicontazione entro il trentuno gennaio di ogni anno. Se l’attività produrrà un utile, i guadagni saranno interamente reinvestiti nella riqualificazione delle due aree verdi, mentre in caso di bilancio negativo dovuto alle spese di manutenzione ordinaria, il Comune interverrà a copertura delle perdite documentate fino a un massimo di 5 mila euro annui. Il Comune continuerà comunque a farsi carico della manutenzione straordinaria, della cura del patrimonio arboreo, della videosorveglianza e dell’illuminazione pubblica. A valutare la bontà delle proposte sarà una commissione tecnica. La transizione alla nuova operatività avverrà con l’inizio del prossimo anno, inaugurando una gestione che la prima cittadina, Elena Zannoni, difende con convinzione dalle critiche: "Abbiamo scelto di continuare con una gestione affidata a un ente del terzo settore perché pensiamo che questo abbia un grande valore sociale. Anche in merito ad alcune piccole polemiche che ci sono state in merito ad alcuni ritardi del servizio al chiosco, vorrei solo sottolineare come vengano inseriti ragazzi con difficoltà e questo, come detto sopra, ha un valore sociale enorme, rispetto a qualche imperfezione che può esserci nel servizio". Matteo Bondi