PADOVA - La madre di Eleonora Bottaro, la 18enne che il 29 agosto del 2016 è deceduta per una leucemia linfoblastica acuta che i genitori rifiutarono di curare con terapie di chemio e radio perché seguaci del metodo Hamer, è morta a distanza di 10 anni esatti, all'età di 60 anni. Anche lei ha rifiutato le cure. Si è lasciata andare, malata di una forma tumorale. Non si è voluta sottoporre alla chemio, è rimasta fedele al suo “credo” fino alla fine, anche a costo della sua vita. Rita e il marito, Lino Bottaro di 70 anni, titolari di uno studio fotografico di Conselve nel padovano, erano stati condannati in Cassazione nel 2023 a due anni di reclusione perché accusati di omicidio colposo per la morte della figlia Eleonora.
La Suprema Corte aveva decretato che la responsabilità del decesso era attribuibile al fatto che proprio il padre e la madre si erano rifiutati di sottoporla alla chemioterapia. La storia di Eleonora ebbe ampio spazio su tutte le cronache e l'esposizione mediatica tormentò Rita per tutti questi anni. I genitori erano convinti di essere nel giusto, che dietro ogni passaggio della vita ci fosse qualcosa di spirituale e di mistico e che non fosse necessario sottoporsi alle cure. Così è stato anche per Rita. O meglio, si è operata con un intervento chirurgico alla lingua, ma quando ha capito che avrebbe dovuto seguire un programma di chemioterapia perché si trattava, come nel caso di Eleonora, di un tumore, si è rifiutata. «Se questo è ciò che vuole il destino, così sia» aveva detto Rita al marito, trovando in lui sostegno e conforto. IL RACCONTO «Si mordeva la lingua di notte, per il dolore che le avevano inflitto». Lino Bottaro, il marito, racconta così la morte della moglie Rita l'altro giorno alle 15.15, nella loro casa di Bagnoli di Sopra. «La lingua si era ingrossata a tal punto che è stato necessario un intervento chirurgico. Siamo andati all’ospedale all’Angelo di Mestre, poi siamo tornati a casa». Successivamente però viene accertato che quell’ingrossamento alla lingua era una forma tumorale, «si era creato una crescita squamosa sulla bocca e i medici hanno detto che bisognava curarla con terapie di chemioterapia e radio - spiega Bottaro –. A quel punto mia moglie mi ha detto che se quello era il destino, doveva fare il suo corso». Se dunque per la figlia Eleonora, che quando si ammalò era ancora minorenne, si erano rifiutati di curarla con la chemio, nonostante i sanitari avessero garantito una possibilità di guarigione pari all’80%, mai e poi mai Rita Benini sarebbe venuta meno alle sue convinzioni per salvare se stessa. Erano seguaci del metodo Hamer, che si basa sul presupposto che il cancro si formi a seguito di un conflitto psichico e che quindi vada curato con vitamina C e sedute di psicoterapia o agopuntura. Una teoria che però non è supportata da alcuna letteratura scientifica né da sperimentazione terapeutica. «Siamo persone serie e siamo sempre stati coerenti con il nostro pensiero - afferma Bottaro - abbiamo cresciuto i nostri figli insegnando proprio il pensiero libero, lontano da condizionamenti. Noi in tutta la vicenda di Eleonora siamo stati vittime dell’ingiustizia, sia dei medici che dei mezzi dell’informazione. E per questo Rita si mordeva la lingua, soffriva per quello che abbiamo subìto». I LUTTI Non arretra di un millimetro Bottaro, continua a lavorare, nonostante una vita vissuta al fianco della malattia e della morte. Prima nel 2013 perde il figlio Luca di soli 22 anni per un aneurisma che lo ha colpito mentre si trovava sulle piste da sci a Folgaria: evento che loro, seguendo il principio del medico tedesco, ritengono scatenante per l’insorgere della malattia di Eleonora. «Sono convinto ci sia la vita oltre la vita - afferma Bottaro –, c’è una spiritualità che va oltre, che in questo mondo non è compresa. Ci hanno considerato dei dissidenti, ma noi non ci siamo mai opposti alle cure, siamo caduti in un ingranaggio che ci ha stritolati, dai medici ai giudici, fino alla Corte di Cassazione». La morte di Eleonora ha profondamente segnato i genitori, ma non li ha mai visti pentiti. Anche con la morte della moglie, Bottaro mostra tutt’ora serenità, accettazione. «Mia moglie è la nuova martire e la morte di mia figlia Eleonora è stata propedeutica a far capire come non vi sia giustizia a questo mondo». Ora, rimasto completamente solo, continuerà a lavorare nel suo studio di Conselve, grande cultore della fotografia, dei reportage, autore di libri con le sue opere. «Amo la natura e la bellezza in tutte le sue forme. Mia moglie è morta con il sorriso, come sempre, nella sua casa, serena». I funerali di Rita Benini saranno celebrati con rito religioso nella chiesa di Bagnoli di Sopra lunedì prossimo.










