Perché trasportare via terra quando in aria non ci sono ingorghi?

Il Veneto pensa ai droni merci e per il recapito di medicine. Lo fa con un documento a più mani, lo Strumento per la ricognizione del fabbisogno in materia di Mobilità aerea avanzata (Aam) preparato a fine aprile e presentato in questi giorni. Testo opera di Enac, Regione Veneto, Save con la collaborazione dell’Osservatorio droni e mobilità aerea avanzata della Polimi school of Management del Politecnico di Milano e l’azienda Urban V (nata dall’apporto di Aeroporti di Roma, Gruppo Save, Aeroporto di Bologna e Aeroporto de la Cote d’Azur, che si occupa di Aam), lo Strumento si occupa di droni.

Droni merci e sanità: le nuove frontiere del trasporto

Inutile dire che si possono usare per trasportare persone con o senza pilota a bordo (air taxi, ad esempio), ma anche per merci e materiale biomedicale, oltre ad ispezione e mappatura di aree e infrastrutture nonché supporto all’agricoltura (irrorazione, manutenzione e così via); il documento osserva che in Veneto, dove non si sono avvertiti gli effetti della deindustrializzazione, c’è il problema dell’ultimo miglio, cioè della consegna di prodotti comprati online. In una regione che ha 1.283 imprese che fanno e-commerce, localizzate specie in provincia di Padova, Verona e Vicenza, bisogna guardare al cielo.