Cessioni di droga e lesioni gravissime. Sono queste le ipotesi di reato contestate ai due ragazzi - rispettivamente di 19 e 22 anni - che lunedì scorso hanno consumato miele da sballo nell’abitazione di un amico non ancora maggiorenne. Inchiesta condotta dal pm Criscuolo, magistrato in forza alla Procura di Napoli nord (guidata dal procuratore Domenico Airoma e dalla vice Maria Di Mauro), riflettori puntati sul terzetto di amici di Arzano. Lunedì notte l’assunzione del contenuto gelatinoso - tramite un cucchiaino, a mo’ di gelato - poi la corsa in ospedale. Storia nota: c’è un 17enne ricoverato all’ospedale San Paolo (ieri è stato estubato), una inchiesta in corso condotta dai carabinieri della tenenza di Arzano.

Napoli, 17enne grave in ospedale per il “miele da sballo”: scattano le analisi scientifiche dei carabinieriÈ stato possibile risalire al sistema usato per l’acquisto della droga e al presunto canale di approvvigionamento. In sintesi, l’acquisto sarebbe avvenuto tramite una revolut - una carta virtuale on line - dopo aver stabilito un contatto con un sito olandese. Chi ci sia dall’altra parte del web è difficile al momento stabilirlo, mentre si lavora sul prezzo del vasetto di miele dello sballo. Un vasetto da 30-40 grammi, siamo intorno ai mille e passa euro. Lo scaricabile Poche dichiarazioni messe agli atti da parte dei due maggiorenni, c’è un passaggio che fa emergere il tentativo di de-responsabilizzarsi. Il vasetto di miele dello sballo sarebbe stato acquistato da uno dei due maggiorenni, che avrebbe chiesto al padre di ritirare un pacco giunto da un corriere. Un pacco «acquistato su richiesta» del minorenne, ha precisato. Verifiche in corso, si prospetta una sorta di scaricabarile in seno al terzetto di amici di Arzano. Il fenomeno Intanto, cresce l’allarme sullo smercio di droga on line. Sulla compravendita di sostanze stupefacenti (che sono legali e vendute in chiaro in alcuni paesi del nord Europa), monta ovviamente l’allarme. Parliamo di droga “wax”, che tradotto dallo slang significa “droga qualcosa”, a rendere tutto più indefinito e drammaticamente pericoloso. Sono tante le droghe wax, tanti i modi di smerciare stupefacenti attraverso le piattaforme social o i canali on line. Una frontiera che assume contorni inquietanti, anche alla luce dei sequestri messi a segno nell’ultimo anno dalle forze dell’ordine, tra blitz di carabinieri, guardia di finanza e polizia. Quali sono gli ultimi ritrovati venduti sul mercato? Una domanda che fa leva su una certezza: i tre ragazzi di Arzano non erano gli unici ad andare alla ricerca dello sballo facile, usando canali telematici. Altro che piazze dello spaccio, altro che fila di zombie in stile gomorra davanti a un sottoscala di periferia. Ci sono altri metodi e altre frontiere da esplorare. Proviamo a capire cosa accade sulle vie del web. Si parte dall’acquisto di francobolli provenienti dai mercati del nord Europa o da Malta, Gibilterra e altre località indicate come paradisi fiscali. Tutto chiaro? Non c’entra la filatelia, purtroppo. Qui i francobolli hanno un contenuto tossico: a base di Lsd, tornano gli allucinogeni. Se ne sono accorti i carabinieri del centro storico, che qualche tempo fa hanno sequestrato diversi tipi di sostanze stupefacenti. E c’erano anche i francobolli a base di Lsd: 38 francobolli, per la precisione, che vengono poggiati sulla lingua per consentire l’assorbimento del contenuto allucinogeno. Poi ci sono altri metodi legati a un mercato in crescita.Napoli, lite dal barbiere si trasforma in una brutale aggressione: accoltellato un uomoÈ il caso delle sigarette elettroniche. Parliamo dello “svapo stupefacente”, secondo quanto è emerso da un recente blitz condotto dai militari dell’arma dei carabinieri all’interno di una abitazione a Sant’Antonio Abate. C’erano decine di provette zeppe di narcotici. Erano provette destinate ad essere aspirate, con lo stesso meccanismo - e gli stessi strumenti - delle sigarette elettroniche. Inutile dire che negli ultimi mesi ci sono altre tecniche di smercio di droga, che passano attraverso canali autonomi e blindati anche rispetto alla camorra. È il caso della cocaina dello stupro o cocaina rosa. Un fenomeno in crescita che nasce attraverso le forniture tradizionali - quelle gestite dai clan - sull’asse che va dal Sudamerica alla Spagna o ai Paesi Bassi, ma che poi viene commercializzato sempre e comunque attraverso i social.